Una notte sulla spiaggia aspettando l’alba: i giovani della Diocesi accendono la loro luce
Tra il 4 e il 5 settembre il IV Raduno diocesano degli animatori tra Odissea 2000 e il Lido Zeus. Musica, fraternità e una veglia sul mare culminata nell’Eucaristia alle prime luci del giorno
CORIGLIANO-ROSSANO - Prima la musica, poi le parole diventate più rare. La notte sulla spiaggia, la preghiera e infine l’alba sullo Ionio accompagnata dall’Eucaristia. Per i giovani animatori della Diocesi, “Accendi la tua luce” non è stato soltanto il titolo di un raduno, ma un’esperienza costruita attorno al passaggio simbolico dal buio alla luce.
Tra il 4 e il 5 settembre si è svolto il IV Raduno diocesano degli animatori, promosso dal servizio di Pastorale Giovanile-Vocazionale-studenti-aggregazioni laicali e presieduto dall’Arcivescovo.
Due giornate tra Odissea 2000 e il Lido Zeus, con un momento conviviale accompagnato dalla pizza del Ritrovo delle Ninfe, pensate anche come ringraziamento ai giovani che durante l’anno prestano il proprio servizio nelle comunità parrocchiali.
Il tema scelto, “Accendi la tua luce”, si inserisce nel cammino verso la prossima Giornata Mondiale della Gioventù di Seul e si lega alle parole affidate ai giovani: «Non abbiate paura, io ho vinto il mondo».
Il momento più suggestivo del raduno è cominciato nella serata di venerdì 4 settembre, quando gli animatori si sono ritrovati sulla riva del mare. Musica e condivisione hanno accompagnato l’ingresso nella veglia. Poi il clima è cambiato progressivamente, lasciando spazio alla preghiera e alla riflessione personale. La notte è diventata così parte stessa dell’esperienza: non soltanto uno sfondo, ma il tempo da attraversare insieme prima dell’alba.
Nel suo saluto, l’Arcivescovo ha invitato i ragazzi a portare davanti al Signore paure, domande, speranze e fatiche, ricordando loro un messaggio essenziale: «Non siamo soli».
Commentando le parole di Cristo «Io ho vinto il mondo», ha sottolineato come la fede non rappresenti la promessa di un’esistenza priva di difficoltà. La vittoria indicata dal Vangelo, ha spiegato, sta piuttosto nella certezza che paura e male non siano destinati ad avere l’ultima parola. «Qualunque sia il motivo per cui sei qui, questa sera il Signore vuole incontrarti», ha detto rivolgendosi ai giovani.
La preghiera è proseguita durante la notte fino all’attesa delle prime luci del giorno. È stato allora che il percorso simbolico scelto per il raduno ha trovato la sua immagine più forte: dopo aver attraversato insieme il buio, i giovani hanno accolto l’alba con la celebrazione dell’Eucaristia. Un gesto che lega il paesaggio ionico alla dimensione spirituale dell’incontro e che restituisce anche il senso del titolo scelto per questa quarta edizione. Per una Chiesa che prova a parlare alle nuove generazioni, la sfida passa anche dalla capacità di costruire occasioni nelle quali i ragazzi non siano soltanto destinatari di iniziative, ma protagonisti di esperienze e relazioni.
Gli animatori, del resto, sono spesso proprio questo nelle parrocchie: giovani che accompagnano altri giovani e bambini, trasformando il tempo donato in comunità. E dopo una notte trascorsa davanti al mare, la luce che il raduno chiedeva di accendere non era soltanto quella dell’alba: era quella da riportare, una volta tornati a casa, dentro le proprie comunità.