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Olio calabrese sotto attacco: Coldiretti chiede controlli anti-frode e stop al sottocosto

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CATANZARO - La difesa dell’olio extravergine italiano passa dalla Calabria. Coldiretti Calabria e Unaprol lanciano l’allarme contro frodi, importazioni sospette e speculazioni che rischiano di mettere in ginocchio uno dei comparti agricoli più identitari del Mezzogiorno. Nel corso dell’incontro al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, alla presenza del sottosegretario Patrizio Giacomo La Pietra, le organizzazioni hanno presentato un Piano nazionale d’intervento per contrastare il fenomeno dei “trafficanti dell’olio” e garantire maggiore trasparenza ai consumatori.

Al centro della proposta vi è il rafforzamento dei controlli sull’origine del prodotto attraverso tecnologie innovative come la risonanza magnetica nucleare (Nmr) e la mappa isotopica, strumenti che Coldiretti e Unaprol chiedono di rendere validi anche in sede giudiziaria per smascherare chi commercializza come italiano olio proveniente dall’estero.

In Calabria la questione assume un peso strategico. L’olivicoltura regionale rappresenta infatti il 24% della superficie agricola utilizzata, con oltre 160mila ettari coltivati, circa 25 milioni di piante e più di 100 varietà di olive distribuite tra coste ed entroterra. A ciò si aggiungono 13mila ettari certificati IGP, tre DOP riconosciute dall’Unione Europea e una forte vocazione al biologico, che interessa quasi metà della superficie coltivata.

Secondo Coldiretti, il mercato è oggi schiacciato dalla concorrenza sleale di oli stranieri di bassa qualità che entrano nel Paese e vengono successivamente rivenduti come Made in Italy, con effetti devastanti sui prezzi riconosciuti ai produttori nazionali. Per questo il piano prevede controlli capillari sia sulle masse olearie in ingresso nei porti italiani sia sui prodotti confezionati presenti nella grande distribuzione.

“Produciamo salute attraverso olio extravergine di altissima qualità e non possiamo subire la concorrenza sleale di chi trucca l’origine”, ha dichiarato il presidente di Unaprol e vicepresidente nazionale di Coldiretti, David Granieri. “Dietro i prezzi stracciati delle bottiglie sugli scaffali spesso si nascondono truffe e sfruttamento. Serve trasparenza e serve difendere il vero olio EVO italiano”.

Tra le misure proposte anche una stretta sulla tracciabilità delle olive da tavola mediante etichettatura obbligatoria nazionale e una revisione del sistema informatico SIAN. Coldiretti chiede che ogni movimentazione venga registrata in tempo reale attraverso documenti di trasporto elettronici non modificabili e che sia obbligatorio indicare i prezzi di compravendita di olive e olio sfuso, così da creare listini ufficiali trasparenti per provincia e tipologia di prodotto.

Particolare attenzione viene rivolta anche al Regime di Perfezionamento Attivo (TPA), che consente importazioni extra-UE a dazio zero. Secondo Coldiretti, tali flussi dovrebbero essere regolamentati con maggiore rigidità per evitare speculazioni durante il periodo della raccolta nazionale, quando l’ingresso di grandi quantità di olio straniero contribuisce ad abbattere i prezzi all’origine.

Il piano affronta inoltre il tema delle miscele di oli di categorie differenti. In sede europea viene chiesto il divieto esplicito di blend tra oli extravergini e vergini commercializzati come EVO, pratica ritenuta dannosa per la qualità e per il valore del prodotto italiano.

Non manca infine la richiesta di un sostegno economico immediato per cooperative, frantoi e organizzazioni di produttori alle prese con giacenze elevate e rallentamento del mercato. Tra le proposte figurano contributi per abbattere gli interessi sui finanziamenti e un fondo straordinario destinato alle Regioni per incentivare l’acquisto di olio 100% italiano nelle mense scolastiche e ospedaliere.

Per Coldiretti e Unaprol la battaglia è chiara: tutelare un patrimonio economico, ambientale e culturale che rappresenta una delle eccellenze più autentiche del Made in Italy.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.