11 ore fa:Castrovillari, la Cipolla Bianca conquista Terra Madre: la sindaca De Gaio celebra il successo torinese
9 ore fa:Educazione alimentare, al Magnolia il chilometro zero diventa esperienza per i più piccoli
8 ore fa:Ingegnerizzazione reti idriche, Stasi: «Interventi su Cona-Pantasima e campo pozzi di Santa Lucia»
10 ore fa:Plastica, raccolta salva per domani. Poi il buio: nove sindaci chiamano il Prefetto
13 ore fa:«Sul marketing territoriale la Sibaritide resta all'asilo»: l'affondo di Montesanto dopo la vetrina di Amarelli su Repubblica
10 ore fa:Cassano, l'opposizione attacca sui dipendenti comunali: «Arrivati ritardi nei pagamenti e procedimenti disciplinari»
11 ore fa:Anche a Caloveto la Pro Loco scende in piazza con La Mela di AISM: solidarietà e ricerca contro la sclerosi multipla
13 ore fa:Ospedale di Trebisacce, carenza di personale in Radiologia: il sindaco Mundo diffida l'ASP di Cosenza
12 ore fa:Mariangela, dal dolore un gesto che guarda alla vita: la famiglia dona alla ricerca
9 ore fa:Verde pubblico, FdI incalza Stasi: «Che fine ha fatto il Piano del verde urbano?»

Dispersione scolastica: il problema nasce molto prima delle scuole superiori

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – «Quando un ragazzo lascia la scuola, molto spesso non sta rinunciando all’istruzione in quel momento. Sta semplicemente mostrando un disagio educativo che esiste da anni». Parte da qui la riflessione della pedagogista Teresa Pia Renzo sul tema della dispersione scolastica, fenomeno che continua a rappresentare una delle emergenze sociali più profonde anche nei territori della Calabria del nord-est.

Per Renzo, da oltre vent’anni impegnata nella formazione della prima infanzia e nella progettazione educativa e sociale, il vero nodo non è più soltanto l’assenza di servizi o di interventi pubblici.

«Oggi i progetti esistono – spiega –. I territori hanno strumenti, servizi educativi, percorsi domiciliari, interventi finanziati dal PNRR e dai fondi europei. Il problema vero è che troppi ragazzi arrivano alle scuole superiori con fragilità formative accumulate nel tempo». Secondo la pedagogista, il collasso educativo emerge soprattutto dopo i quattordici anni, quando gli studenti si confrontano con discipline più complesse e con una scuola che richiede competenze consolidate.

«Molti adolescenti – sottolinea – non possiedono strumenti adeguati in italiano, matematica o inglese. E allora la scuola diventa frustrazione, senso di inadeguatezza, insuccesso».

Da qui, spesso, l’abbandono. Una scelta che in alcuni casi nasce da difficoltà economiche familiari, ma che più frequentemente – osserva Renzo – deriva da un percorso educativo che non è riuscito a costruire basi solide nei primi anni di vita.

È proprio sull’infanzia che la pedagogista concentra la sua analisi. «Nei primi tre anni di vita si sviluppano competenze cognitive, emotive e relazionali fondamentali. L’asilo nido non può essere considerato un semplice servizio assistenziale ma il primo tassello di un sistema educativo».

Secondo Renzo, è in quella fase che si costruiscono capacità di apprendimento, autonomia, gestione emotiva e relazione con il mondo esterno. La riflessione tocca anche il rapporto tra famiglie e servizi educativi.

«Molte famiglie iniziano percorsi di sostegno ma poi si allontanano – osserva –. Spesso per paura, diffidenza o mancanza di consapevolezza rispetto all’importanza di questi strumenti».

Per la pedagogista, il punto più critico resta però la corresponsabilità educativa. «Non si può chiedere alla scuola di risolvere tutto se poi mancano autorevolezza, strumenti e collaborazione educativa».

E il rischio finale è quello di alimentare un circuito sociale pericoloso: ragazzi che lasciano precocemente gli studi per entrare nel mercato del lavoro senza qualifiche, spesso in occupazioni precarie, sottopagate e prive di prospettive.

«Dall’abbandono scolastico nasce il lavoro povero – conclude Renzo –. Ed è una catena che dobbiamo interrompere molto prima che esploda».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.