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Bando FER Sud, i piccoli comuni della Calabria rischiano di restare esclusi dagli incentivi energetici

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ZUMPANO – «Un bando pensato per sostenere l’autoproduzione energetica nel sud rischia, così com’è costruito oggi, di penalizzare proprio una parte enorme della Calabria: quella dei piccoli comuni, delle aree interne, delle aziende che producono lontano dai grandi poli industriali e che continuano a rappresentare presìdi economici fondamentali contro lo spopolamento. Se in Calabria solo 81 comuni superano i 5 mila abitanti, vuol dire che circa l’80% del territorio resta fuori o ai margini di una misura che dovrebbe invece aiutare le imprese a ridurre i costi energetici. Per questo Omnia Energia ha tracciato una proposta di modifica in tre punti per il prossimo avviso, atteso in autunno: rendere il bando più aderente alla geografia reale della Calabria e trasformarlo in una leva concreta per il rilancio dell’entroterra».

È quanto ha evidenziato Vincenzo D’Agostino, Amministratore di Omnia Energia, intervenendo nel dibattito seguito all’incontro di approfondimento sull’avviso pubblico per la selezione di progetti per autoproduzione di energia da fonti rinnovabili (Bando FER Sud), ospitato nei giorni scorsi nel Salone Conferenze di Confindustria Cosenza. All’appuntamento hanno preso parte, tra gli altri, il presidente di Confindustria Cosenza Giovan Battista Perciaccante, la presidente della sezione Energia, Chimica e Ambiente di Unindustria Calabria Rita Scalise, il presidente di Unindustria Calabria Aldo Ferrara, il direttore generale del MASE Stefania Crotta, Ciro Colangelo di Invitalia e Giorgia Mungo del GSE.

La proposta avanzata dall’Amministratore delegato della società energetica leader nelle rinnovabili, parte da una considerazione semplice: la transizione energetica non può procedere con criteri che finiscono per favorire soltanto i contesti già più strutturati. Eliminare il limite demografico, allargare l’accesso anche agli insediamenti produttivi non formalmente ricompresi nelle aree industriali e attribuire un punteggio maggiore alle imprese dei comuni più piccoli significherebbe rendere il prossimo avviso più aderente alla geografia economica calabrese. In sostanza: meno abitanti ha il territorio, più valore deve avere l’investimento energetico di chi decide di restare, produrre e competere.

La proposta è stata accolta con attenzione dal Direttore Generale del MASE Stefania Crotta, che ha manifestato pubblicamente la disponibilità a portare questa indicazione all’attenzione della Commissione europea in vista del prossimo avviso. Un’apertura significativa, che conferma la necessità di rendere le misure di sostegno alla transizione verde più coerenti con la realtà del Mezzogiorno e, in particolare, con quella della Calabria interna. Proprio per questo, nei prossimi giorni, il tema sarà anche al centro di un’interlocuzione con l’Assessore regionale all’Agricoltura e alle Aree interne, Gianluca Gallo.

La questione non è soltanto tecnica. È industriale, sociale e territoriale. Consentire anche alle imprese dei piccoli comuni di produrre energia da fonti rinnovabili significa aiutarle ad abbattere i costi, difendere margini, mantenere occupazione e rafforzare la propria permanenza in aree già esposte a fragilità demografica ed economica. Il fotovoltaico, in questa prospettiva, non è solo incentivo: è infrastruttura di resistenza produttiva.

Il Bando FER Sud è una grande opportunità. Ma proprio perché la misura è importante va resa più inclusiva e più coerente con i territori che intende sostenere. «Il prossimo bando – conclude D’Agostino – deve correggere questa distorsione. Se un’impresa produce in un piccolo comune, paga energia, crea lavoro e tiene in piedi una comunità, non può essere esclusa proprio quando vuole investire in autoproduzione. La transizione verde deve essere giusta, concreta e aderente alla realtà. Altrimenti rischia di aiutare chi è già forte e lasciare indietro chi ogni giorno resiste nei territori più fragili». 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.