Vaccarizzo Albanese, al via i laboratori su musica e teatro arbëreshe: appuntamento il 28 marzo
All’IC San Demetrio Corone la presentazione dei percorsi dedicati alla valorizzazione delle tradizioni locali nell’ambito della 43ª Rassegna del Costume e della Cultura Arbëreshe
VACCARIZZO ALBANESE - Si terrà sabato 28 marzo 2026 alle ore 9:30, presso l’Istituto Comprensivo di San Demetrio Corone, plesso di Vaccarizzo Albanese, la presentazione dei laboratori musicali e teatrali dedicati alle tradizioni arbëreshe, inserita nell’ambito della 43ª Rassegna del Costume e della Cultura Arbëreshe, con l’obiettivo di trasformare la memoria in un’esperienza educativa concreta e condivisa.
L’iniziativa rientra nel progetto “Il salotto diffuso” promosso dal Comune di Vaccarizzo Albanese e sostenuto attraverso il Piano Azione Coesione, con il contributo dell’Unione Europea, della Repubblica Italiana e della Regione Calabria, nell’ambito dell’avviso pubblico “Sostegno e promozione turistica e culturale”, confermando il valore strategico riconosciuto alle politiche di valorizzazione identitaria e territoriale.
«Non basta raccontare la tradizione per renderla strumento di promozione; al contrario, bisogna viverla, praticarla, trasmetterla» dichiara il sindaco Antonio Pomillo, sottolineando come l’iniziativa rappresenti un passo decisivo per legare tradizione, scuola e comunità. «L’identità arbëreshë non si conserva nei musei, ma si rinnova nelle mani e nelle voci dei nostri ragazzi. Con questi laboratori investiamo su una trasmissione autentica, viva, contemporanea».
Protagonisti del percorso saranno gli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado, coinvolti in un’esperienza immersiva che unisce musica, teatro e narrazione popolare, trasformandoli in custodi attivi di un patrimonio millenario. Particolare attenzione sarà dedicata alla riscoperta dei canti e delle sonorità arbëreshe, con il contributo dell’esperta Emiliana Oriolo, che guiderà i ragazzi attraverso sette brani della tradizione, da Kopile, moj kopile a Moj ti pula këmbaleshe, da Moj e bukura More a Te fiku monotil, fino a E shehura e Ka mali m'u kallar, frammenti di una memoria orale destinata a rinnovarsi nel tempo.
Il progetto è curato dal direttore artistico Roberto Cannizzaro di Roka Produzioni, che evidenzia il valore intergenerazionale dell’iniziativa: «Questi laboratori rappresentano un ponte tra generazioni. I ragazzi non solo apprendono, ma reinterpretano la cultura arbëreshë con uno sguardo nuovo, mantenendo rigore e autenticità». Il percorso, avviato nell’ambito della rassegna, culminerà con uno spettacolo finale previsto per la fine di maggio, momento di restituzione pubblica del lavoro svolto.
All’interno della visione del Salotto diffuso, anche la scuola diventa spazio di produzione culturale, laboratorio permanente di identità e partecipazione. «Quando i ragazzi cantano nella loro lingua, interpretano la loro storia, danno voce alla comunità – conclude Pomillo – allora la tradizione non è più passato, ma futuro che prende forma». Alla realizzazione dell’iniziativa collaborano anche realtà impegnate nella comunicazione e nella produzione culturale come Lenin Montesanto e Roka Produzioni.