Papà protagonisti: al Magnolia la tradizione e il gioco diventano educazione
Dal puzzle condiviso ai laboratori tematici, una giornata che unisce bambini, genitori e comunità in un percorso educativo unico
CORIGLIANO-ROSSANO - Trasformare una festa in un’esperienza educativa concreta è l’obiettivo perseguito al Polo Infanzia Magnolia in occasione della Festa del Papà, dove gioco, relazione e tradizione si sono intrecciati per creare un percorso condiviso tra bambini, educatrici e genitori. Non si è trattato solo di un momento simbolico, ma di un vero e proprio laboratorio pedagogico che ha visto protagonisti i più piccoli in un’esperienza di crescita attiva.
La presidente della Cooperativa Magnolia, la pedagogista Teresa Pia Renzo, ha sottolineato l’importanza dell’attività preparatoria proposta nei giorni precedenti alla ricorrenza. «Abbiamo scelto un oggetto semplice come il puzzle – dice – per veicolare un messaggio profondo. Ogni bambino, con il supporto delle educatrici, ha colorato un disegno che raffigura il papà con il proprio figlio. Ma non è stato solo un lavoretto: è stato un invito al gioco attivo, alla costruzione, alla relazione».
Il puzzle, confezionato in una scatolina e donato ai papà, ha assunto così un duplice valore: simbolico e concreto. Il gesto di ricomporlo insieme stimola la memoria attraverso l’incastro dei pezzi e crea un tempo condiviso tra genitore e figlio, rafforzando il legame affettivo.
La giornata del 19 marzo ha preso forma attraverso laboratori calibrati sulle diverse fasce d’età. Per i bambini del nido, spazio al movimento e alla complicità con balli condivisi sulle note di Bella statuina e Gioca Jouer, mentre i bambini della scuola dell’infanzia hanno partecipato a un’esperienza creativa e narrativa, disegnando il lavoro dei loro padri su un grande rotolo di carta bianco, dando forma alla fantasia e costruendo un’opera collettiva capace di raccontare affetti, identità e immaginario.
Accanto al gioco e alla creatività, la Festa del Papà al Magnolia ha valorizzato anche le tradizioni locali. Nella cucina interna del Polo, educatrici e famiglie hanno condiviso i sapori tipici della ricorrenza, preparando Tajarin e Cicr, nel solco della tradizione de U’mmit e’ San Giuseppe. «Educare – spiega Renzo – significa anche trasmettere appartenenza. Le tradizioni non sono folklore, ma strumenti educativi che aiutano i bambini a riconoscersi in una comunità, a sentirsi parte di una storia».
L’esperienza vissuta al Polo Infanzia Magnolia conferma la visione educativa della struttura: valorizzare il gioco attivo nella relazione padre-figlio, promuovere il gioco educativo come strumento di sviluppo cognitivo e rafforzare il legame con il territorio attraverso le tradizioni. Un approccio che pone al centro la persona, la famiglia e la comunità educante, trasformando ogni ricorrenza in un’occasione autentica di crescita condivisa.