Maltempo, esondano Trionto e Crati: SS106 bloccata, Fillea CGIL denuncia “emergenza annunciata”
Allagamenti nello Jonio cosentino e viabilità paralizzata, il sindacato accusa istituzioni e chiede un piano straordinario per la sicurezza del territorio e dei lavoratori
CORIGLIANO-ROSSANO - «Non è più tollerabile». È un grido di denuncia forte e chiaro quello lanciato dalla FILLEA CGIL Calabria e dalla FILLEA CGIL Cosenza - Pollino, che esprimono profonda indignazione per i drammatici eventi che stanno colpendo lo Jonio cosentino, dove l’esondazione del fiume Trionto ha provocato allagamenti diffusi a Mirto Crosia e nei territori limitrofi, mettendo seriamente a rischio l’incolumità dei cittadini, la sicurezza dei lavoratori e la tenuta delle attività produttive.
Il sindacato sottolinea come si tratti dell’ennesima emergenza annunciata, evidenziando che la successione ravvicinata di due eventi critici, prima l’esondazione del Crati e poi quella del Trionto, rappresenta «la prova inconfutabile di una fragilità strutturale del territorio, mai affrontata dalle istituzioni con interventi seri, organici e programmati». Di estrema gravità, secondo la FILLEA, è anche il blocco in più punti della Strada Statale 106 Jonica, definita unica arteria vitale di collegamento del versante ionico, una paralisi che compromette direttamente la sicurezza stradale, la mobilità dei residenti e il diritto al lavoro, aggravando la condizione di un’area già segnata da storici ritardi infrastrutturali.
Per il sindacato «questo scenario non è più accettabile», in quanto rappresenta «il risultato manifesto di una cronica carenza di programmazione, dell’assenza di manutenzione ordinaria e di un utilizzo inefficace delle risorse destinate alla messa in sicurezza del territorio». Da qui la richiesta immediata di un piano straordinario di interventi per la difesa del suolo, la regimazione dei corsi d’acqua e il potenziamento e la messa in sicurezza dell’intera SS 106, utilizzando tutte le risorse disponibili e aprendo un confronto concreto con le parti sociali. «La sicurezza del territorio e il diritto al lavoro sono pilastri fondamentali che non possono più essere sacrificati sull’altare dell’inerzia o della mancanza di visione strategica delle istituzioni», concludono i segretari generali Simone Celebre e Giuseppe De Lorenzo, firmatari del comunicato diffuso oggi.