Fagiolo Poverello Bianco, orgoglio di Laino Borgo: tradizione e identità calabresi protagoniste
Il Comune valorizza il prodotto De.Co. e presidio Slow Food come simbolo di cultura, biodiversità e radici del territorio
LAINO BORGO - Nelle sale dell’Ambasciata del Brasile a Roma, Doc Italy ha raccontato la Calabria attraverso un cocktail enogastronomico identitario, trasformando il cibo in linguaggio di dialogo tra popoli e offrendo una narrazione che unisce tradizione e visione internazionale. Protagonisti dell’iniziativa alcuni tra i più autentici marcatori del territorio, dal Riso di Sibari alla Cipolla Bianca di Castrovillari, fino al Fagiolo Poverello Bianco di Laino Borgo, insieme al Limone di Rocca Imperiale IGP, alla Spiga Nera del Pollino, all’olio evo calabrese e alle erbe officinali, accompagnati da eccellenze come il Moscato di Saracena, la China di Vibo Valentia e il caffè al Bergamotto. Un incontro tra Calabria e Brasile che ha messo al centro qualità, identità e cultura, valorizzando il patrimonio agroalimentare come strumento di relazione tra territori e comunità.
In questo contesto si inserisce anche l’intervento del Comune di Laino Borgo, che ha espresso soddisfazione per la presenza del proprio prodotto simbolo: «Siamo orgogliosi di vedere tra i protagonisti di questo importante racconto della Calabria anche il nostro Fagiolo Poverello Bianco di Laino Borgo, autentica espressione del territorio, della tradizione contadina e della nostra identità». Un riconoscimento che sottolinea il valore di una produzione capace di custodire storia, biodiversità e saperi antichi, e che continua a rappresentare con forza la comunità anche in contesti internazionali.
Il Comune ha inoltre evidenziato come il riconoscimento del Fagiolo Poverello come prodotto De.Co. e Slow Food confermi «il valore di una produzione che non è solo eccellenza gastronomica, ma anche cultura, memoria e legame profondo con le radici». Un passaggio che rafforza il ruolo delle produzioni locali nel racconto complessivo della regione, dove il cibo diventa strumento di identità e continuità.
«Portare la Calabria nel mondo significa anche questo: raccontarla attraverso i suoi prodotti simbolo, capaci di unire territori, persone e tradizioni in un linguaggio universale fatto di gusto, autenticità e identità», conclude l’amministrazione comunale, ribadendo il significato di un evento che ha visto nella diplomazia del gusto un veicolo efficace di promozione culturale.