Corigliano-Rossano, Coldiretti chiede etichette chiare: cosa cambia per i produttori locali
Trasparenza alimentare: la Sila Greca si mobilita contro il falso "Made in Italy"
CORIGLIANO-ROSSANO - La Federazione Regionale Coldiretti Calabria ha avviato un'importante iniziativa istituzionale per richiedere la revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari, attualmente regolata dal regolamento (UE) n. 952/2013. L'obiettivo principale è quello di superare le attuali ambiguità normative, prevedendo che l’unico criterio di individuazione dell’origine sia l’indicazione del luogo di provenienza dei prodotti, a beneficio della trasparenza e della corretta informazione per i cittadini.
In questo solco, il presidente di Coldiretti Corigliano-Rossano, Antonino Fonsi, sta chiedendo a tutti i comuni della Sila Greca di aderire a questa proposta approvando una delibera di consiglio ad hoc. La richiesta nasce dall'urgenza di proteggere le produzioni locali da pratiche che permettono a prodotti stranieri di acquisire la cittadinanza italiana solo grazie a minime trasformazioni.
Fonsi ha spiegato chiaramente il paradosso che l'attuale Codice Doganale permette: «Se in Italia entra un concentrato di pomodoro cinese, basta diluirlo con acqua e diventa prodotto italiano. E quindi stiamo chiedendo noi come Coldiretti, ma a tutti i comuni d'Italia, proprio questa delibera di giunta che va a cambiare, diciamo, il codice doganale, per cui il consumatore finale deve sapere quello che mangia. E quindi l'etichetta deve essere più chiara possibile, tipo deve essere prodotto in Italia e trasformato in Italia, consumato in Italia».
L'iniziativa ha già ricevuto il sostegno del Consiglio regionale della Calabria, che ha approvato un Ordine del Giorno per impegnare la Giunta ad attivarsi presso le sedi nazionali ed europee affinché i prodotti agroalimentari siano esclusi dalle attuali regole sull'origine doganale.
Coldiretti invita ora i sindaci del territorio a sottoporre lo schema di deliberazione ai rispettivi consigli comunali. L'adesione dei comuni della Sila Greca è considerata un passaggio fondamentale per dare forza a quella che viene definita una "battaglia di civiltà" a tutela delle produzioni agricole, dell'economia dei territori e della salute dei consumatori.
Si tratta di un impegno corale per garantire che l'etichetta rifletta il vero lavoro degli agricoltori italiani, assicurando che ciò che arriva sulle tavole sia realmente prodotto, trasformato e consumato in Italia