Co-Ro, periferie a rischio dopo il maltempo: richiesta una riqualificazione urbana urgente
Dopo le intense piogge delle scorse ore, l’urbanista ed già docente dell'Università di Trento, Pino Scaglione, lancia l’allarme su degrado e rischio idrogeologico nelle periferie, chiedendo al Comune un piano urgente di interventi strutturali
CORIGLIANO-ROSSANO – Dopo gli eventi metereologici avversi che hanno interessato ancora una volta, e a breve distanza di tempo l’uno dall’altro, il versante jonico della Calabria, arriva un appello diretto all’amministrazione comunale che è anche un grido d’allarme per l’intero territorio.
A lanciarlo è l’architetto Pino Scaglione, docente dell’Università di Trento e presidente di RiagITA, che in una lettera indirizzata al sindaco di Corigliano-Rossano richiama l’attenzione sul crescente degrado idrogeologico, ambientale e urbanistico delle aree periferiche.
Pur riconoscendo il lavoro di riqualificazione portato avanti dall’amministrazione in diverse zone della città, Scaglione evidenzia come molte realtà urbane, nate spontaneamente nel corso degli anni e oggi parte integrante del tessuto cittadino, continuino a essere trascurate. Tra queste, vengono citate in particolare le aree di Schiavonea, Fabrizio e Salice/Ricotagrande, dove – sottolinea – le criticità sono ormai evidenti.
Secondo l’architetto, si tratta di zone caratterizzate da una grave carenza di servizi primari: assenza o insufficienza di reti fognarie, illuminazione pubblica inadeguata, viabilità disorganizzata e mancanza di aree di sosta regolamentate. A ciò si aggiunge la presenza di strutture turistiche che, durante il periodo estivo, determinano un aumento significativo della popolazione, aggravando ulteriormente gli equilibri già fragili.
Il nodo centrale della questione è il rischio idrogeologico, che – avverte Scaglione – rappresenta una minaccia concreta non solo per le periferie, ma per l’intero sistema urbano. Le recenti piogge intense avrebbero già evidenziato la vulnerabilità di queste aree, sollevando interrogativi ancora più urgenti anche e soprattutto alla luce degli effetti del cambiamento climatico.
Da qui la richiesta di un «grande piano urbanistico di riqualificazione» in linea anche con le direttive europee che impongono interventi strutturali su criticità ambientali, sociali e infrastrutturali. Un piano che, secondo il docente, non è più rinviabile se si vuole garantire un futuro sostenibile a queste zone e all’intera città.
Infine, l’architetto propone l’apertura di un confronto diretto con l’amministrazione comunale, offrendo la propria disponibilità – insieme ad altri esperti – per contribuire concretamente alla definizione di soluzioni efficaci.
Un appello che riaccende, quindi, il dibattito sulla gestione del territorio e sulla necessità di intervenire con urgenza per prevenire emergenze che, da locali, rischiano di diventare sistemiche.