Cariati, emergenza idrica senza fine: ordinanze ancora in vigore e acqua torbida nelle case
Due PEC al Comune e richiesta di procedura per rimborsi agli utenti, Le Lampare: «Divieti da anni e nessun aggiornamento, così si crea incertezza e rischio per la salute»
CARIATI - Emergenza idrica ancora irrisolta nel territorio comunale, con ordinanze di divieto di utilizzo dell’acqua per consumo umano che restano in vigore «fino a revoca» e senza aggiornamenti pubblici o chiarimenti ufficiali. A denunciarlo è il gruppo consiliare Lampare, che il 6 marzo 2026 ha inviato due PEC per richiamare l’attenzione sulla situazione che interessa diverse zone della città, ancora soggette ai provvedimenti emessi nel 2023 e nel 2024.
Nel documento il gruppo consiliare evidenzia come tali ordinanze risultino tuttora formalmente valide e prive di aggiornamenti pubblici, alimentando una situazione di incertezza amministrativa e sanitaria per i cittadini. Contestualmente è stata inviata una richiesta all’Area Finanziaria affinché venga definita con urgenza una procedura operativa per le istanze individuali di ristoro, dopo i riscontri protocollati con i numeri 0005134 del 3 marzo 2026 e 0005386 del 4 marzo 2026, dai quali emergerebbe l’esclusione di misure generalizzate di compensazione.
Nel dettaglio, il gruppo ha chiesto all’ufficio competente di chiarire canali di presentazione delle domande, tempi di risposta, criteri di calcolo dei ristori, documentazione minima richiesta e di predisporre un modulo ufficiale denominato “Istanza credito/storno/rimborso – Servizio Idrico”, ritenuto necessario per garantire trasparenza e parità di trattamento tra gli utenti.
Parallelamente è stata trasmessa una diffida al sindaco e al responsabile dell’Area Tecnica – Servizio Idrico, nella quale viene sottolineato come l’assenza di un quadro aggiornato su revoche delle ordinanze, analisi, esiti dei campionamenti e perimetrazione delle aree interessate stia generando confusione e potenziali rischi per la salute pubblica. Nella stessa comunicazione vengono inoltre richiamate le numerose segnalazioni dei cittadini relative alla presenza di acqua torbida o marrone nelle abitazioni servite dalle reti coinvolte.
Secondo quanto riportato dal gruppo consiliare, la situazione avrebbe ricadute particolarmente pesanti anche sulle attività alimentari, tra cui bar, panifici e ristoranti, costrette a sostenere costi aggiuntivi per l’acquisto di acqua, l’installazione di filtri e interventi di manutenzione. «Non è accettabile che, con divieti ancora in vigore e segnalazioni ricorrenti di acqua torbida, manchino informazioni pubbliche chiare e un percorso amministrativo che tuteli concretamente gli utenti, anche sul piano economico», afferma il gruppo Lampare, aggiungendo che «se le ordinanze restano in piedi per anni, la tutela della salute diventa uno slogan e si trasforma nel suo contrario».
Nel frattempo il gruppo consiliare ha avviato un’azione di supporto agli utenti delle aree interessate, predisponendo moduli per la presentazione di istanze di ristoro, credito o rimborso. Ai cittadini viene inoltre suggerito di raccogliere la documentazione utile, tra cui bollette, ricevute, scontrini per l’acquisto di acqua, fatture per filtri o riparazioni, oltre a eventuali foto e video datati che possano attestare i disservizi segnalati.