Una passeggiata nella Sila Greca, dieci chilometri tra storia, natura e identità
Da Scambiamonete al torrente Colognati, a mille metri sul livello del mare, un "anello" tra Corigliano-Rossano e Longobucco. In 32 guidati dal CAI ieri si sono immersi tra colori invernali, briganti e paesaggi mozzafiato
CORIGLIANO-ROSSANO – LONGOBUCCO – Una bella giornata invernale; aria pungente a tutto ossigeno; i rumori di una natura silenzione che è pronta a risvegliarsi; il rumore fragoroso dell'acqua nelle iumare. È lo scenario offerto ieri la Sila Greca, ad un’escursione che ha unito bellezza, cultura e natura in un’unica esperienza immersiva.
Una passeggiata "circolare" di 10 chilometri, con partenza dalla località “Scambiamonete” e arrivo alla sorgente del torrente Colognati, a quota mille metri sul livello del mare, ha attraversato uno dei tratti più suggestivi tra i territori di Corigliano-Rossano e Longobucco. Un percorso che in inverno si veste di colori intensi: il verde scuro dei pini, il rame delle foglie cadute, il bianco delle radure illuminate da un sole tagliente.
Non è solo natura. È anche storia. “Scambiamonete” – raccontano le guide – deve il suo nome a un passato affascinante e ribelle: era qui che i briganti calabresi si davano appuntamento per scambiare monete e affari. Un crocevia montano, discreto e strategico, oggi trasformato in punto di partenza per cammini di riscoperta identitaria.
In questi boschi, la memoria non è un concetto astratto. È parte del paesaggio. Camminare significa attraversare secoli di racconti, intrecciati alla forza silenziosa degli alberi.
A guidare la nutrita comitiva di 32 escursionisti è stata la competenza del Club Alpino Italiano che ha rivolto un ringraziamento alla presidente del CAI di Castrovillari, Carla Primavera, e ai responsabili del gruppo CAI di Corigliano-Rossano, Lorenzo Cara e Luigi Arcovio, che con professionalità e attenzione hanno condotto il gruppo lungo l’intero percorso.
Passo dopo passo, tra tratti ombrosi e aperture panoramiche, l’escursione si è trasformata in un’esperienza collettiva intensa, fatta di condivisione, scoperta e meraviglia.
La Sila Greca, con i suoi paesaggi che sembrano proteggere la Calabria dall’alto, si conferma un luogo dove tutto si fonde: bellezza, cultura, natura. Non tre elementi distinti, ma un’unica anima.
Un’escursione “da urlo”, come l’hanno definita i partecipanti, capace di ricordare che la montagna non è solo fatica e dislivello. È soprattutto appartenenza. È il grembo dei “grandi” che da sempre avvolgono e custodiscono questa terra.