Carnevale, la città risponde: migliaia in strada tra festa e ripartenza
Dopo il rinvio per l’emergenza Crati, Corigliano-Rossano ritrova il suo Carnevale: grande partecipazione tra centro storico, scalo e marina. Numeri importanti, organizzazione sotto pressione ma senza criticità rilevanti
CORIGLIANO-ROSSANO - La città è tornata in strada. E lo ha fatto con numeri che, al di là dell’enfasi dei comunicati, raccontano una partecipazione significativa e diffusa in tutti i quartieri coinvolti. Il Carnevale 2026, rinviato nei giorni scorsi per l’emergenza legata all’esondazione del Crati e per rispetto verso le famiglie colpite, è andato in scena tra sabato 21 e domenica 22 febbraio con un programma articolato che ha attraversato centro storico, scalo e marina nelle due aree urbane della città.
Una scelta, quella del rinvio, che ha segnato il tono dell’intera manifestazione: le feste dedicate ai bambini non si annullano, si rimandano. E così è stato.
Il via sabato mattina a Corigliano centro storico con la tradizionale rappresentazione di Gregorij Carnilevar, affiancata dalla partecipazione degli alunni dell’Istituto comprensivo “Leonetti Guidi”. In parallelo, a Rossano Scalo, Villa De Falco si è trasformata in area spettacolo per famiglie, tra animazione e performance dedicate ai più piccoli.
Nel pomeriggio, nonostante una pioggia intermittente, Corigliano Scalo ha visto sfilare carri e gruppi mascherati con una presenza stimata in diverse migliaia di persone. Protagonisti gli istituti comprensivi “Don Bosco-Tieri”, “Erodoto” e “Leonetti Guidi”, insieme ai carri di Carri di Sibari e dell’Amici del Carnevale, alle coreografie della New Olimpic Dance e ai Giganti di Varapodio.
La giornata di domenica ha ampliato ulteriormente il raggio d’azione: parata mattutina da via Cappuccini a Rossano centro fino a Piazza Steri e concorso per “La Mascherina più bella”; mentre a Corigliano scalo animazione al Parco Fabiana Luzzi e spettacoli a Schiavonea. Nel pomeriggio, il gran finale a Rossano Scalo con la lunga sfilata lungo Via dei Normanni, Via Margherita, Via Nazionale e Viale Michelangelo.
Gli organizzatori parlano di oltre 10mila presenze solo per la parata conclusiva. Numeri difficili da certificare con precisione, ma la densità di pubblico registrata lungo l’asse principale dello scalo conferma un’affluenza importante, probabilmente tra le più alte degli ultimi anni.
Tra i momenti più intensi della domenica mattina l’esibizione della piccola Anais Galati, nove anni, salita sul palco di Piazza Steri. Un momento che ha catalizzato l’attenzione del pubblico, ben oltre la dimensione folkloristica dell’evento.
Accanto alla dimensione emotiva, quella identitaria: “Clementizia”, maschera simbolo del territorio, presenza costante in tutte le sfilate, e le evoluzioni degli Sbandieratori di Bisignano, insieme alla Quadriglia di Pietrapaola, hanno ribadito il legame con le tradizioni locali.
L’evento è stato promosso dal Comune di Corigliano-Rossano in collaborazione con le Pro Loco cittadine, in particolare la Pro Loco Rossano "La Bizantina" APS e la Pro Loco Corigliano Calabro.
Il dispositivo di safety e security, coordinato con le forze dell’ordine e con personale steward, ha retto l’urto delle presenze senza segnalazioni di criticità rilevanti. Un aspetto non secondario, considerata la complessità logistica di eventi diffusi su più quartieri e in più fasce orarie.
Al di là dei toni celebrativi, il Carnevale 2026 assume un valore ulteriore: arriva a pochi giorni dall’emergenza Crati, quando la città era concentrata su fango, danni e conti da fare. Ripartire dalle piazze, soprattutto con i bambini, è stato un messaggio preciso.
Non cancella i problemi aperti, né attenua le ferite lasciate dall’esondazione. Ma restituisce un’immagine di comunità che prova a rimettersi in piedi, senza rimuovere ciò che è accaduto.
La festa, insomma, non è stata una fuga dalla realtà. Piuttosto, un modo per ricordare che la normalità – anche quando è fatta di coriandoli e maschere – resta un bene da difendere.