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Macchia della Vura, un angolo di paradiso lungo la Costa jonica. Qui il tempo si è fermato

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CROSIA – C’è una spiaggia in Calabria dove la natura rimane, ancora, l’unica e vera protagonista. Un luogo in cui rimanendo fissi in un punto le lancette del tempo sembrano essersi fermate al tempo della creazione. Se non fosse per il rumore lontano dei treni che ogni tanto transitano lungo la dorsale orientale, qui non c’è la proiezione del presente: non si vedono a vista d’occhio insediamenti abitativi, non ci sono strade, non ci sono i segni dell’uomo. Un posto incantevole e incontaminato, come ce ne stanno tanti lungo le coste italiane, ma qui è ancora inesplorato. Ed è questo che lo rende unico. Stiamo parlando di Macchia della Vura, un’area Sic, a due passi da capo Trionto, a metà strada tra i comuni di Crosia e Calopezzati.

Due chilometri affacciati su un Mar Jonio che proprio qui restituisce tutte le sue tonalità d’azzurro che all’alba e al tramonto diventano rosa intenso. Un paradiso in cui cresce rigogliosa la Posidonia e in acqua, non molto lontano dalla riva, da aprile a ottobre, fa capolino una colonia di delfini, che si lasciano osservare in tutta la loro gioiosa naturalezza. Sul bagnasciuga con i caratteristici ciottoli di piccole dimensioni, spesso è facile imbattersi in stelle di mare scarlatte mentre poco più sopra, dalla sabbia dorata sovente spuntano i Gigli di Mare. A fare da cornice a questo piccolo paradiso dell’Eden, estratto dal mondo della modernità e del consumismo, gli stormi di rondini e di fratini, una delle specie protette della fauna mediterranea, che qui, a Macchia della Vura, spesso fanno tappa lungo la loro rotta migratoria.

L’unico presidio dell’uomo, fino a qualche tempo fa, era un relitto militare, una Casamatta edificata durante il secondo conflitto mondiale e che il mare, negli anni, nel suo lavoro di logorio ha lentamente distrutto e inghiottito. Qui, a Macchia della Vura, è solo la natura che comanda.

Come arrivare in questo angolo di paradiso? In realtà non ci sono molte soluzioni. L’unico mezzo di trasporto, per chi viene da terra, sono le gambe e una passeggiata di circa un kilometro, dall’uno o dall’altro argine dell’area. Si può trovare parcheggio a Centofontane, l’area turistica attrezzata di Crosia Mirto, e da lì proseguire lungo il sentiero. E ne vale la pena, per chiunque voglia rigenerarsi e ritrovare contatto con la Natura, accarezzati dal sole e dal rumore delle acque dello Jonio.

Alessandra Mazzei
Autore: Alessandra Mazzei

Diploma classico, laurea in Lettere classiche a La Sapienza, Master in Pedagogia, insegue una non facile conciliazione tra bios theoretikos e practikos, dimensione riflessiva e solitaria, e progettualità concreta e socialmente condivisa. Docente di Italiano e Latino, già Assessore alla Cultura e Turismo di Rossano, impegnata in diverse associazioni socio-culturali, ma, prima e più di ogni altra cosa, mamma, felice, di Chiara Stella, Gabriele e Sara Genise. Ha grande fiducia nelle capacità dei giovani, degli studenti, di quelli che poi restano e di quelli che vanno pensando un giorno di tornare. Spera di poter contribuire, insieme a loro e ad amici ottimisti, alla valorizzazione di questa terra di cui sente da sempre la forza delle radici, accanto al bisogno di paesaggi culturali ampi e aperti. Ama la scrittura, che vive, al pari dell’insegnamento, come itinerario di ricerca e crescita personale, da coltivare in forme individuali e collettive.