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Se Cristo si è fermato ad Eboli, i treni si sono fermati a Sibari

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TREBISACCE - Quanto ci vuole per spostarsi dalla costa ionica nelle principali città della Calabria, per chi sceglie di utilizzare il trasposto ferroviario? Inizia con questa domanda una nostra inchiesta legata agli spostamenti su ferro della fascia che va da Rocca Imperiale a Sibari.

Partiamo da una semplice premessa che è anche un'iperbole: come Cristo si è fermato ad Eboli, i treni si sono fermati a Sibari.

Non è possibile prendere un treno a Rocca Imperiale, o nelle successive stazioni ferroviarie della fascia ionica fino a Villapiana, che porti direttamente a Sibari o a Cosenza. O almeno ciò è quanto si evince cercando di fare un biglietto dal sito di TrenItalia

Il tratto che va da Rocca a Sibari si percorre solo su gomma, cioè utilizzando gli autobus delle compagnie private, le quali hanno evidentemente stretto un accordo di collaborazione con TrenItalia e di fatto sostituiscono, dove manca il collegamento ferroviario, il trasposto su ferro.

Un aspetto è particolare: è possibile, sempre sul sito di TrenItalia, acquistare un biglietto che va da Rocca Imperiale a Cosenza, dove la prima tratta fino alla Stazione di Sibari è percorsa su gomma, ma non è possibile acquistare un biglietto che va da Rocca Imperiale a Sibari. Se si effettua questa ricerca appare la dicitura: "Soluzione di viaggio non acquistabile perché non prevede servizi di TrenItalia". Il che significa, non essendoci altre soluzioni, che se si volesse percorrere il tratto da Rocca Imperiale a Sibari in treno, tale servizio non è disponibile, in nessun giorno, a nessun orario.



Ovviamente, a scalare, ciò che vale per Rocca Imperiale vale per tutti gli altri paesi che si affacciano su quel tratto della fascia ionica.

Facciamo un esempio concreto: ammettiamo di dover viaggiare da Rocca Imperiale, prima cittadina calabrese della fascia ionica scendendo dalla Basilicata, con destinazione Cosenza, in un giorno infrasettimanale e di avere un appuntamento, magari una visita medica, alle 12 nel capoluogo di provincia.

Dal sito di TrenItalia risulta che la nostra unica opzione, per percorrere i 123 Km che separano luogo di partenza e di destinazione è partire alle 05.45 da Rocca Imperiale, prendendo un autobus che ci porterà a Sibari per le 06.50 (se tutto va bene e non ci sono imprevisti lungo la strada). Li aspetteremo in stazione un paio di ore, e alle 08.53 prenderemo il Regionale 12883 che ci porterà nella prima stazione di Cosenza alle 09.48. Se vogliamo raggiungere Cosenza centro dobbiamo fare un altro cambio, aspettando altri 30 minuti, fino al passaggio del regionale Regionale FC153, che alle 10.25 ci depositerà nella meta tanto agognata, dopo appena 4.30 ore e tre cambi!

Non ci sono altre opzioni per la mattina. Se invece vogliamo recarci a Cosenza nel pomeriggio, dobbiamo mettere in conto di non poter arrivare prima delle 17.00, dato che, sempre dal sito di TrenItalia si evince che l'unica soluzione di transito pomeridiano prevede la necessità di prendere un autobus che collega Rocca Imperiale a Sibari (Partenza 14.00, arrivo 14.50), attendere in stazione un'oretta e poi ripartire alle 15.45 con il Regionale 12907 per arrivare alle 16.38.

Questa soluzione pomeridiana non sussiste nelle giornate di domenica e quindi, si presuppone, nei festivi.

Altre soluzioni di spostamento, per chi sceglie, o meglio vorrebbe scegliere il treno non ce ne sono.

E il ritorno, da Cosenza a Rocca Imperiale? E se  volessimo recarci a Catanzaro o Reggio Calabria, sempre in treno? E se invece ci fosse qualcuno da fuori regione (per esempio dalla Puglia o dalla Basilicata) che volesse, per assurdo sia chiaro che il turismo è un concetto margiale nell'Alto Jonio cosentino, visitare Villapiana, Trebisacce, Amendolara, Roseto Capo Spulico, Montegiordano, Rocca Imperiale, per limitarsi ai paesi presenti sulla costa, viaggiando in treno, che scenario si troverebbe davanti?

Ve lo raccontiamo nella prossima puntata di questa inchiesta dedicata ai trasposti su ferro dell'Alto Jonio Cosentino.

Andrea Mazzotta
Autore: Andrea Mazzotta

(Cosenza, 1978) Laureato in giurisprudenza, giornalista pubblicista, appassionato di comunicazione e arte sequenziale, è stato direttore della Biblioteca delle Nuvole di Perugia, direttore editoriale delle Edizioni NPE, coordinatore editoriale per RW-LineaChiara, collaborando con diverse realtà legate al settore dell'editoria per ragazzi. Collabora con il Quotidiano del Sud, Andersen, Lo Spazio Bianco, Fumo di China. E' un fedele narratore delle Cronache della Contea, luogo geografico e concettuale nel quale potenzialmente può succedere di tutto. E non solo potenzialmente.