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Michele Straface, artista affetto da cecità notturna che realizza le sue opere con chiodi e fili di ferro

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CROSIA-MIRTO - Michele Straface nasce il 27 Marzo 1972 a Cassano Jonio. Fin da fanciullo ha la fortuna di percepire la forza dei materiali ferrosi, grazie all’azienda di famiglia costituita da generazione in generazione, che prende il nome di “Straface Design”. La bellezza delle sue opere, incanta proprio tutti, tra questi anche il Procuratore della Repubblica, Nicola Gratteri al quale ha consegnato la sua opera come simbolo di giustizia e di legalità.  

Sì percepire, perché l’artista è affetto da retinite pigmentosa, con un campo visivo del tutto compromesso, difatti usa sia la tecnica dell’applicazione sulla stampa di base di forature e rialzi che gli permettono di comprendere più facilmente la forma dell’opera così come le posizioni dei chiodi e la tecnica di lampade particolari che lo aiutano a percepire appunto, dove inserire i chiodi per dar forma alle sue opere d’arte.

Sul suo sito web, infatti, notiamo una frase che ci ha colpito molto e che riprende in gran parte la sua condizione artistica e personale, una citazione: “La pittura è una professione da cieco: uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente, ciò che dice a sè stesso riguardo a ciò che ha visto”. Il suo lavoro si incentra soprattutto sulla ricerca quotidiana dei tanti modelli iconografici di molti personaggi realistici o fantasiosi che hanno contribuito a lasciare un segno indelebile all’interno della storia dell’umanità. Tra questi, infatti, l’artista ha avuto la possibilità di creare opere ad hoc destinate anche ad altri personaggi come Albano Carrisi, Miralen Pjanic, Cristiano Ronaldo, Manuela Arcuri, Enzo Salvi, Principe Alberto II di Monaco, Charles Leclerc, Kyle Krause ed altri personaggi pubblici.

Le grandi lastre perforate dai piccoli chiodi e intrecciati questi ultimi da fili di ferro, immettono l’artista Michele Straface all’interno della corrente artistica della String Art, e non solo, ma per quanto riguarda la celebrazione dei tanti personaggi del fumetto e del mondo politico e culturale, è doveroso collocare tutta l’opera dell’artista all’interno dei parametri stilistici della New Pop. Michele Straface incomincia a partecipare a tantissime mostre di rilievo: nel 2018 è presente alla Prima Quadriennale delle Arti Contemporanee del Chiostro Monumentale di San Bernardino, con la sua opera dedicata all’eroe a Fumetti Diabolik, mentre nel 2019 riesce a conseguire il primo premio assoluto su altri 10 in bronzo, consegnatoli da Sabrina Miceli dei Baroni Serradileo, dove la giuria presieduta dal gallerista Vincenzo Le Pera, dagli storici dell’arte Gianluca Covelli, Alessandra Carelli, e dalle galleriste di Lamezia Terme Giovanna Adamo e Adele Paola rimangono meravigliati su 137 artisti presenti in mostra collettiva all’interno del Castello Svevo di Cosenza.

Michele Straface nel 2019 è presente nuovamente con tre suoi lavori anche nella Galleria D’Arte SpazioArte 57 di Lamezia Terme, inoltre sempre nel 2019 partecipa alla Artexpò 2019 al Chiostro Monumentale di San Domenico a Cosenza con altre cinque opere. Sempre nel 2019 è presente all’interno delle collezioni della permanente dell’arte contemporanea all’interno del Palazzo Dei Principi da Bisignano ad Acri-Cosenza, con un’opera di un metro di altezza per cinquanta centimetri di larghezza. 

 

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia