4 ore fa:Vitto e sopra-vitto nelle carceri, La Filcams CGIL Calabria ha proclamato lo stato di agitazione
12 minuti fa:Caloveto, Vax Day rinviato
4 ore fa:Giovani talenti di Co-Ro rappresenteranno l'Italia al campionato Europeo di arte scenica performativa
59 minuti fa:Covid, in Calabria il tasso di positività ai tamponi sale al 5,8%. Si registrano 2 vittime
34 minuti fa:Russo (Cisl): «Buon lavoro al nuovo Presidente di Unioncamere Calabria, Antonino Tramontana»
6 ore fa:Domenica a Caloveto un vax-day per i cittadini over 40
3 minuti fa:Montalto, sorpreso a bruciare rifiuti in un terreno: denunciato imprenditore edile
5 ore fa:Co-Ro, 51enne evade dai domiciliari: arrestato
6 ore fa:Intossicata dai funghi, la donna di Campana è tornata a casa
5 ore fa:A San Demetrio Corone la “magia” del riciclo creativo incanta i piccoli alunni

Agricoltura, Vocaturi (Agrocepi) avverte Occhiuto: «L’agricoltura è a rischio crisi»

1 minuti di lettura

COSENZA - «Il nostro sindacato agroalimentare Agrocepi ha sentito il dovere, per meglio tutelare il settore, di affrontare urgentemente delle criticità del comparto, scrivendo al Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. In Calabria la raccolta nei campi e nei frutteti e le lavorazioni nei magazzini e nei magazzini ortofrutticoli sta rischiando di mettere in crisi le stesse aziende, non per mancanza di produzione, che ad oggi non potrebbe essere quantificata, ma perché i tempi della raccolta e della lavorazione sono ormai tempi certi ed i frutti dunque devono attraversare un iter con tempi imposti dalla natura».

È quanto dichiara il vicepresidente Agrocepi Cristian Vocaturi.

«Con una richiesta sempre più di qualità e dettagliata della grande distribuzione organizzata, le aziende agricole ed i piccoli coltivatori non possono rischiare di non raccogliere il frutto, o di lavorarli in ritardo, dopo mesi di costi sostenuti per l’uscita dei nostri prodotti, colonne portanti del made in Italy nel mondo».

«Le cause di queste gravi criticità, che stiamo affrontando con difficoltà in questi giorni, che sottoponiamo sono molteplici, ma due riscontrate in primis. Le nostre aziende associate sostengono e lamentano che i sussidi dati dallo Stato, molti dei quali legittimi altri distorsivi per l’economia, agli stagionali agricoli frenano la domanda occupazionale, poiché molti lavoratori rifiutano la chiamata a lavoro per non perdere o vedersi decurtare il sussidio, e la seconda causa, la paura di trasmissione di covid nei luoghi di lavoro».

«Inoltre tutto questo si aggiunge a problemi ormai latenti, ovvero la necessita di riformare i centri per l’impiego in collaborazione con l’Enpal, per fare formazione ai lavoratori, perché sia la raccolta che la lavorazione degli agrumi nei magazzini, necessitano di lavoratori competenti per diminuire i costi delle aziende ed avere meno scarto dei prodotti.  Mi duole comunicare alla stampa che siamo in pieno stato di emergenza, la situazione è più seria di quanto inizialmente previsto».

(Fonte foto agrocepi)

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

24 anni. Laureata in scienze della comunicazione. Laureanda magistrale in comunicazione e tecnologie delle informazioni. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia