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Tamponi covid a Corigliano-Rossano, il laboratorio è pronto. Ora spetta all'Asp attivarlo

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Il dipartimento di ingegneria clinica dell'Asp di Cosenza ha ultimato i lavori per il nuovo laboratorio che servirà a processare i tamponi covid. Un'ala del presidio ospedaliero "Giannettasio" di Rossano sarà dedicato esclusivamente a questo servizio, la cui attivazione si attende ormai da tre mesi. È un laboratorio realizzato con tutti gli standard di sicurezza per evitare contaminazioni all'esterno e, per realizzarlo, sono state utilizzate tutte le ultime tecnologie ingegneristiche. Sicuramente per la Calabria, e per il meridione, sarà un laboratorio all'avanguardia. Anche perché ospiterà una macchina-laboratorio tra le più tecnologiche esistenti sul mercato, acquistata già nel luglio scorso dalla Regione Calabria e attualmente conservata in magazzino, capace di processare ben 600 tamponi al giorno (circa un terzo di quelli che vengono effettuati giornalmente in Calabria). Dunque, a conti fatti dovrebbe mancare davvero poco affinché la Regione e particolarmente la provincia di Cosenza, dove negli ultimi giorni si sta registrando un incremento vertiginoso di nuovi casi di infezione da coronavirus, possano contare su un nuovo ed importante strumento che aiuterà il tracciamento dei positivi. Ora il problema (perché nella sanità calabrese c'è sempre un problema!) è capire i tempi di attivazione. Perché se è vero che i lavori al "Giannettasio" sono stati ultimati è pur vero che il laboratorio bisognerà riempirlo di risorse umane (che dovrebbero essere già state assegnate) e, ovviamente, di un'organizzazione che faccia in modo che il laboratorio non solo apra ma che alla fine funzioni pure. Possibilmente anche sabato e domenica. Non solo. Insieme al laboratorio sarà opportuno che l'Azienda sanitari potenzi in qualche modo le risorse umane che si occupano di effettuare i tamponi. Perché se senza personale poi non si riescono a fare i tamponi servirà a poco aver realizzato un nuovo laboratorio. L'allarme nei giorni scorsi è stato lanciato proprio da Martino Rizzo, responsabile dell'Unità speciale di continuità assistenziale dell'Asp di Cosenza, che ha lamentato come sul territorio siano rimasti davvero in pochi gli operatori che si occupano del tracciamento. È vero, però, che a breve in Italia - e a questo punto speriamo anche in Calabria - saranno anche i medici di base e i pediatri ad occuparsi di effettuare i tamponi sui casi sospetti. Soprattutto sui sintomatici. Insomma, ancora sembra tutto in divenire. Speriamo solo che l'emergenza in atto dia adrenalina alle procedure necessarie all'attivazione di tutti servizi sanitari che in questo momento sono occorrenti per combattere una battaglia seria contro il Covid.
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

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