Mandatoriccio riaccende i riflettori sul campo: nasce la nuova Asd e torna il pallone in paese
Dopo l'affollata assemblea in Sala Consiliare prende forma la società per la Terza Categoria LND. Franco Grande alla presidenza e panchina ad Angelo Spataro e Francesco Commendatore.
MANDATORICCIO - Non è mai soltanto una questione di novanta minuti, di tattica o di schemi. Quando un pallone torna a rotolare nel campo di un piccolo centro dell'entroterra jonico, a ripartire è l'intera vita sociale di un territorio che rivendica i propri spazi di aggregazione. A Mandatoriccio il calcio dilettantistico ritrova casa e passione: dopo un periodo di attesa, la comunità collinare torna a spingere sui propri colori istituzionali e si appresta a vivere da protagonista la prossima stagione di Terza Categoria della Lega Nazionale Dilettanti.
Il verdetto definitivo è arrivato nel corso di una partecipata assemblea pubblica ospitata nella Sala Consiliare, dove cittadini, sportivi e amministratori si sono ritrovati per tracciare la rotta e posare la prima pietra della Asd Mandatoriccese. Un percorso nato con il forte impulso politico e logistico dell'amministrazione guidata dal sindaco Cataldo Iozzi, affiancato dalla giunta e dal presidente del Consiglio comunale con delega allo Sport, Valerio Zumpano, impegnatisi in prima persona non solo nell'iter di costituzione del club, ma anche negli interventi d'urgenza per la sistemazione e la piena agibilità degli impianti sportivi locali.
La nuova architettura dirigenziale poggia su basi solide e vive del tessuto produttivo e sociale del paese. La presidenza è stata affidata all'imprenditore Franco Grande, figura nota per il profondo legame con le dinamiche sportive della zona, che sarà affiancato dal vicepresidente Antonello Valenzano. I conti e la gestione finanziaria saranno curati dal tesoriere Domenico Donnici, mentre la macchina burocratica e organizzativa fa capo ai segretari Saverio Talarico e Pasquale Parrotta. Un gruppo dirigente folto, sostenuto da un'ampia compagine di soci fondatori — tra cui Leonardo Talarico, Leonardo Iozzi, Giuseppe Filippelli, Marcelo Spina, Giuseppe Lappanese, Domenico Cuda, Domenico Cerminara, Giuseppe Comite, Giovanni Mangone, Leonardo Caligiuri, Luigi Pellegrino, Antonio Grande, Giovanni Mazza, Roberto Mazza e Mimmo Greco — a testimonianza di una risposta collettiva che va ben oltre i confini del rettangolo di gioco.
L'identità e l'appartenenza saranno il marchio di fabbrica anche per la guida tecnica. La panchina è stata infatti consegnata a due bandiere del calcio locale, Angelo Spataro e Francesco Commendatore, chiamati a guidare un gruppo composto prevalentemente dai ragazzi del posto.
I passaggi formali di iscrizione al campionato sono ormai alle battute finali, ma la visione della nuova dirigenza punta dritta all'impatto comunitario dell'operazione. «L’obiettivo è costruire un progetto sportivo serio, sano e capace di durare nel tempo — rimarca il vicepresidente Antonello Valenzano concordando la linea con il presidente Grande — perché il calcio non è soltanto una partita. È un gruppo di ragazzi che diventa squadra, una comunità che si ritrova sugli spalti e un paese che torna a vivere il proprio campo sportivo. Per i nostri giovani rappresenta prima di tutto l'occasione per stare insieme, condividere una passione e costruire qualcosa di bello all'interno della propria realtà».
La scommessa di Mandatoriccio supera le dinamiche di classifica e punta dritta al valore educativo del territorio. Perché quando si riapre un campo sportivo e si restituisce una maglia ai propri ragazzi, non si riavvia soltanto un campionato: si dimostra che anche nei centri interni la comunità può e deve continuare a fare squadra.