Cariati, il mare diventa un’aula senza pareti: la stagione della Lega Navale tra vela e inclusione
Dalla Scuola Vela ai progetti con gli studenti, dalla “Cuccìa del Mare” al nuovo sollevatore nautico: un’estate costruita attorno a sport, cultura, accessibilità e comunità
CARIATI – Hanno imparato a governare una barca, ma soprattutto a fidarsi degli altri, rispettare le regole e affrontare insieme ciò che cambia. Per i giovani velisti della Lega Navale di Cariati, la stagione che si avvia alla conclusione è stata molto più di un calendario di uscite in mare: un percorso educativo costruito tra sport, cultura, inclusione e appartenenza.
Il cuore delle attività è stato ancora una volta la Scuola Vela, guidata dall’istruttore capo Giacinto Tesoriere e dal presidente della sezione, Francesco Cufari.
Al loro fianco hanno operato gli istruttori Alfonso Iripino, Cataldo Curia e Federico Talarico, il preparatore atletico Luciano Fortino e la socia operativa Isabella Cosentino. Un gruppo che ha accompagnato i ragazzi non soltanto nell’apprendimento delle tecniche di navigazione, ma anche nella costruzione di disciplina, autonomia e spirito di squadra.
Un ruolo importante è stato svolto dalle famiglie, presenti durante le attività e coinvolte nella vita associativa. Persino il momento della merenda, curato con particolare attenzione da Anna Pirone, è diventato un’occasione di convivialità al rientro dalle uscite in barca.
Tra le esperienze centrali della stagione c’è stata “Calabria in barca a vela”, iniziativa che ha trasformato l’ambiente marino in uno spazio di formazione, orientamento e scoperta delle opportunità professionali legate al territorio.
La tappa a terra ha coinvolto gli studenti dell’Iis Cariati attraverso la conferenza “L’alimentazione come bene comune e sociale”, con gli interventi di Carlo Bargiggia e Franco De Pietro. Salute, sostenibilità e responsabilità collettiva sono state affrontate partendo da uno dei gesti più quotidiani: scegliere cosa mangiare.
Alla riflessione si è affiancata la dimensione pratica, con la dimostrazione di sport acquatici curata da Backloop e Marine Power. Gli studenti hanno così potuto conoscere da vicino attività, competenze e professioni che ruotano attorno al mare.
La collaborazione con la scuola è proseguita con “Onde di Comunità. Il mare che suona, nutre e racconta”, progetto nel quale navigazione, musica, tutela ambientale e cultura alimentare hanno trovato un linguaggio comune.
A impreziosire il percorso è stato il maestro Angelo Gregorio, velista e direttore del Belgian Italian Jazz Festival, che ha messo in relazione musica, sostenibilità e radici culturali.
Il progetto ha coinvolto gli studenti del Liceo scientifico e dell’indirizzo serale dell’Istituto alberghiero, grazie alla dirigente scolastica Sara Giulia Aiello e alla delegata Daniela Mancini, ideatrice dell’iniziativa.
Da questa esperienza è nata anche la “Cuccìa del Mare”, realizzata con la collaborazione del docente Marino Ravatti. Un piatto trasformato in racconto collettivo, capace di legare tradizione, prodotti del territorio, scuola e sostenibilità alimentare.
Uno dei momenti più importanti dell’estate è stato però l’inaugurazione del sollevatore nautico, realizzato con il sostegno di Femmes d’Europe e della madrina Patrizia Indraccolo.
La nuova attrezzatura permetterà anche alle persone con difficoltà motorie di accedere più agevolmente alle attività in mare. Non soltanto un’opera materiale, dunque, ma il segno di un principio preciso: il mare può dirsi davvero aperto a tutti soltanto quando vengono rimosse le barriere che impediscono di viverlo.
A chiudere la stagione è stata la due giorni con Davide Besana, ospite della sezione nell’ambito del progetto Sailor for Kids. Navigatore, artista e narratore, Besana ha condiviso con bambini e adulti la propria esperienza e una visione del mare fondata su conoscenza, rispetto e condivisione.
Il bilancio della Lega Navale comprende anche la rete di collaborazioni costruita con l’Amministrazione comunale, il Galp Calabria Jonica, la parrocchia Cristo Re, le scuole, le associazioni e le realtà che hanno sostenuto le singole iniziative.
Ma il risultato più significativo non si misura soltanto nel numero degli appuntamenti. Resta nei legami costruiti tra ragazzi, istruttori e famiglie, nella possibilità offerta a una persona di salire finalmente su una barca e nella consapevolezza che il mare possa essere contemporaneamente palestra, aula e spazio pubblico.