Usc Corigliano ko 1-2 contro il Bisignano: playoff ormai sfumati
L’esordio di Pacino si chiude con una beffa finale: troppo poco per una squadra che avrebbe dovuto e potuto fare molto di più
CORIGLIANO-ROSSANO - Non poteva iniziare peggio l’avventura di Vincenzo Pacino sulla panchina dell’USC Corigliano. La sconfitta casalinga, arrivata all’ultimo respiro, è l’ennesimo segnale di una stagione che ha tradito le aspettative. Un ko che pesa non solo per come è maturato, ma soprattutto per ciò che rappresenta: i playoff, ormai, sono definitivamente sfumati.
E dire che la gara si era messa anche sui binari giusti. Al 24’ il Corigliano passa in vantaggio con Lentini, ben servito da Basile, bravo a finalizzare con un destro preciso. Un inizio che lasciava presagire tutt’altro epilogo. Ma, come accaduto troppe volte nel corso dell’anno, la squadra non è riuscita a dare continuità.
Al 36’ del primo tempo arriva il pareggio con Binetti, che su assist di Casciano trova una bella mezza sforbiciata. Un gol che riporta equilibrio e che, ancora una volta, evidenzia le difficoltà dei biancazzurri nel gestire il vantaggio e i momenti della partita.
Nella ripresa il Corigliano prova a spingere, ma lo fa in maniera confusa, con più nervosismo che lucidità. Tante iniziative, poca precisione, e quella sensazione costante di non riuscire mai a essere davvero padroni della gara.
E proprio questa è stata la fotografia dell’intera stagione: tanta volontà, ma poca concretezza. Troppi errori, troppe occasioni sprecate, una gestione dei momenti chiave spesso deficitaria. Quando serviva fare il salto di qualità, il Corigliano è quasi sempre rimasto a metà strada.
Il gol nel finale, firmato da Cardamone con un tiro dalla distanza, è una beffa che fa male, ma che non può più essere considerata casuale. È il riflesso di una fragilità che si trascina da mesi e che non è mai stata realmente risolta.
Dall’altra parte, una squadra che ha semplicemente provato a restare in partita, a combattere su ogni pallone, finendo per ottenere il massimo risultato possibile.
Ridurre tutto a un episodio sarebbe comodo, ma non onesto. Questa squadra, per organico e ambizioni iniziali, avrebbe dovuto fare molto di più. Le responsabilità sono diffuse: dalla costruzione della rosa alla gestione tecnica, passando per un atteggiamento in campo che raramente ha dato la sensazione di solidità.
Adesso resta solo l’amarezza. E qualche domanda a cui, inevitabilmente, bisognerà dare risposta. Perché i playoff non sono sfumati per caso.