Amendolara, Savino: «Siete la comunità della gioia. La fede non sia strumento del potere»
Conclusa la visita pastorale alla Madonna della Salute. Il vescovo indica tre priorità: responsabilità condivisa nella parrocchia, ascolto delle famiglie e accompagnamento delle giovani coppie
AMENDOLARA -
«Sull’essere umano c’è l’immagine di Dio». Da questa dignità, che nessun potere può piegare ai propri interessi, parte il messaggio affidato da monsignor Francesco Savino alla comunità di Amendolara Marina. Un richiamo alla libertà della fede, accompagnato dall’invito a trasformare l’accoglienza della parrocchia in una presenza concreta accanto alle famiglie e alle nuove generazioni.
La visita pastorale alla parrocchia Madonna della Salute si è conclusa domenica 18 ottobre, con la celebrazione eucaristica in una chiesa gremita. Due giornate durante le quali il vescovo di Cassano all’Jonio e vicepresidente della CEI, affiancato dal parroco don Nicola Mobilio, ha incontrato associazioni, famiglie, giovani e ammalati, nel solco del motto diocesano “La visita pastorale: occasione per confermare e per ripartire”.
Nell’omelia conclusiva Savino ha affrontato il rapporto tra esperienza religiosa e politica, mettendo in guardia dalla confusione tra i due piani e dai tentativi di utilizzare la fede per legittimare il potere.
«Quando abitiamo nella città degli uomini come cittadini, e soprattutto come cristiani, non dobbiamo mai sacralizzare l’esperienza politica e non dobbiamo mai cedere al tentativo del potente di turno di strumentalizzare l’esperienza religiosa a proprio uso e interesse», ha affermato. Poi l’immagine che riassume il senso del richiamo: «Sulla moneta c’è l’immagine di Cesare, ma sull’essere umano c’è l’immagine di Dio».
Alla comunità che lo ha accolto, il vescovo ha riservato parole di gratitudine: «Questa è davvero la comunità della gioia!». Una definizione legata a ciò che ha osservato durante la visita: «Ho trovato una parrocchia bellissima: la presenza dei bambini, l’accoglienza, il senso di appartenenza che si respira appena si entra qui».
Da questo riconoscimento nascono le tre consegne per il futuro. La prima è passare dalla collaborazione alla corresponsabilità, superando la delega al solo parroco. La missione della parrocchia, ha indicato Savino, deve coinvolgere tutti, in una società nella quale la fede non può più essere considerata scontata.
La seconda riguarda la capacità di andare incontro alle famiglie. L’invito è a portare l’ascolto nelle case, senza limitarsi ad aspettare chi varca la soglia della chiesa, e ad avvicinare con attenzione e accoglienza anche le situazioni più complesse.
La terza priorità è l’accompagnamento delle giovani coppie, attraverso percorsi stabili che offrano sostegno nelle fragilità quotidiane. Per il vescovo, «prendersi cura di loro significa custodire il futuro della comunità».
Al termine della celebrazione, i parrocchiani hanno donato a Savino una mitria mariana, come segno di affetto e di preghiera per il suo ministero.