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Orsomarso celebra i 50 anni di sacerdozio di don Mario Spinicci

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ORSOMARSO - La grande piazza del ridente borgo di Orsomarso si è animata all'improvviso in un'ottobrina e soleggiata domenica di festa. L'occasione era straordinaria: festeggiare il 50° anniversario di ordinazione sacerdotale di Don Mario Spinicci. La chiesa parrocchiale, che lo ha visto guida amorevole e punto di riferimento per tanti anni, non è riuscita a contenere la marea di fedeli, amici e stimate autorità giunti da ogni angolo della Calabria. Si è così scelto di abbracciare la comunità nell'ampia e accogliente Piazza Municipio, trasformata per un pomeriggio in una vera e propria cattedrale a cielo aperto.

Cinquanta anni di ministero non sono pochi, ma per chi conosce la tempra di Don Mario non sono certo il tempo per sedersi e rimirare con nostalgia il passato. Tutt'altro: il suo spirito indomito, la sua energia e il suo sorriso contagioso dicono chiaramente che ha ancora tantissimo da fare e da dare nella «vigna del Signore».

Ordinato sacerdote il 2 ottobre 1976 da Monsignor Antonio Cantisani di felice memoria – che era stato suo professore di religione al liceo di Sapri prima di essere nominato arcivescovo di Rossano e poi Arcivescovo di Catanzaro – il giovane Don Mario venne inviato a Rossano per "farsi le ossa" come viceparroco nella chiesa di San Pietro.

Qui trovò l'affettuosa accoglienza del parroco Don Antonio Guarasci, sacerdote giovane nello spirito, e l'entusiasmo travolgente dei ragazzi del quartiere. In breve tempo, Don Mario divenne un vero e proprio magnete per i giovani, spingendoli non solo a interrogarsi sulla fede, ma anche ad aprirsi con senso critico sulle questioni sociali e civili che riguardavano la città.

La sua piccolissima canonica, adiacente alla chiesetta di San Biagio – composta da una sola stanza e un cucinino – divenne un punto di ritrovo leggendario. Ogni sera ragazzi come Mimì, Paolo, Enzo, Stefano, Agostino e tanti altri si stipavano in quel piccolo spazio per discutere di politica, cultura, teologia e ascoltare buona musica.

Sono in tanti a ricordare il primo comitato di quartiere costituito a Rossano in un locale pagato dai giovani con i loro risparmi.

Fin dai suoi primi anni di sacerdozio, Don Mario dimostrò di non volersi adeguare al ruolo tradizionale del prete di sacrestia. Negli anni '80, in un'epoca di grande fervore e rinnovamento anche all'interno della Chiesa, rifiutò l'insegnamento scolastico della religione per cercare una via di servizio che lo mettesse a contatto diretto con la fragilità umana.

Studiò così per diventare infermiere, vinse il concorso presso l'Ospedale di Rossano e divenne in breve tempo caposala. Tra le corsie, accanto alle persone che soffrivano, Don Mario ha donato per anni non solo professionalità, ma il conforto di una presenza costante, ascolto e un sorriso fraterno per ciascuno.

L'impegno sanitario non ha mai scalfito il suo essere sacerdote. Nominato parroco di San Martino e poi di Santa Maria delle Grazie a Rossano, Don Mario si fece promotore di una pastorale dinamica e aperta al mondo. Fu proprio nella comunità di Santa Maria delle Grazie che affiancò le storiche Route di Pax Christi, organizzate insieme a Gianni Novello: un'esperienza profetica che portò a Rossano centinaia di giovani da tutta Europa per riflettere sui temi della pace, del disarmo e della fratellanza universale, proiettando la città al centro della cronaca religiosa internazionale.

Successivamente, desiderando riavvicinarsi alla cara e amatissima mamma (la celebre Maria 'a panettera di Orsomarso), Don Mario fu nominato parroco a Cirella di Diamante, prestando al contempo servizio lavorativo presso l'Ospedale di Praia a Mare. Anche in queste nuove realtà profuse la stessa immensa generosità e disponibilità, rianimando la parrocchia e facendosi amare da pazienti e colleghi in corsia.

Infine, giunse il tanto desiderato ritorno ad Orsomarso, il suo paese natio, dove ha riabbracciato una comunità che lo conosceva fin da bambino e che gli ha sempre voluto un bene immenso.

La Santa Messa di ringraziamento per il 50° di sacerdozio è stata presieduta dal Vescovo della Diocesi di San Marco Argentano-Scalea, S.E. Mons. Stefano Rega, e concelebrata da numerosi confratelli giunti per festeggiarlo: Don Vincenzo Lagatta, suo successore alla guida della parrocchia di Orsomarso; Don Gianni Mazzillo, caro amico e costante punto di riferimento teologico ed umano; Don Pino De Masi, parroco a Polistena, compagno negli anni del seminario e figura simbolo della lotta sociale ed evangelica contro la mafia; I fratelli sacerdoti della Diocesi di Rossano-Cariati, tra cui il Vicario Generale Don Pino Straface ed il parroco della Cattedrale di Rossano Don Pietro Madeo.

A conclusione del sacro rito, Don Mario ha voluto cedere la parola a due suoi cari amici per un momento di viva testimonianza. Vincenzo Salvati ha rievocato le sue esperienze vissute a Santa Maria delle Grazie a Rossano, dove è succeduto proprio a Don Mario. Successivamente, Michele Befezzi ha commosso i presenti ricordando i suoi anni da bambino quando andava a messa insieme al nonno omonimo, trovando sempre in chiesa l'accoglienza calorosa di Don Mario, capace di incoraggiarlo e orientarlo nelle sue future scelte di vita.

Attorno a Don Mario si sono stretti tantissimi fedeli e amici, giunti non solo da Orsomarso, ma anche con folte delegazioni provenienti da Rossano, Cirella e Longobucco, a testimonianza dell'impronta indelebile lasciata dal suo ministero ovunque abbia operato.

Particolarmente gradite sono state le visite degli amici di Longobucco, comunità in cui don Mario non ha svolto direttamente il proprio servizio pastorale. L’amicizia e la stima reciproca sono nate grazie alla rinomata accoglienza della gente longobucchese che, unita all'affabilità e all'apertura di don Mario, ha dato vita a un legame profondo e duraturo nel tempo.

Terminata la liturgia, la piazza si è trasformata in un festoso momento di fraternità, animato da una piacevole cornice musicale. Tra chiacchiere e brindisi, accompagnati da un buon bicchiere di vino e da un classico panino con la mortadella, a dominare la scena è stata la maestosa e squisita torta celebrativa.

Un dolce non solo ottimo al palato, ma anche toccante per il messaggio inciso sopra, che riprende i celebri versi di Roberto Vecchioni: «Sogna, ragazzo, sogna». Detto da un sacerdote con oltre settant'anni di vita e di ministero, un invito che suona come un profondo e luminoso messaggio di speranza per tutti.

Ma ad accendere davvero gli animi ci ha pensato un tocco di verace e vivace convivialità: un piatto di penne al pomodoro "arrabbiate", arricchite dal celebre e piccantissimo peperoncino di Orsomarso!

Un traguardo luminoso, celebrato con semplicità, calore e allegria tra gli scorci poetici di Orsomarso, Rossano, Cirella e Praia a Mare. A Don Mario giungano gli auguri più affettuosi da parte di tutte le sue comunità, con l'augurio di continuare ancora a lungo a camminare con la stessa gioia nella vigna del Signore!

Gino Campana
Autore: Gino Campana

Ex sindacalista, giornalista, saggista e patrocinatore culturale. Nel 2006 viene eletto segretario generale regionale del Sindacato UIL che rappresenta i lavoratori Elettrici, della chimica, i gasisti, acquedottisti e tessili ed ha fatto parte dell’esecutivo nazionale. È stato presidente dell’ARCA territoriale, l’Associazione Culturale e sportiva dei lavoratori elettrici, vice presidente di quella regionale e membro dell’esecutivo nazionale. La sua carriera giornalistica inizia sin da ragazzo, dal giornalino parrocchiale: successivamente ha scritto per la Provincia Cosentina e per il periodico locale La Voce. Ha curato, inoltre, servizi di approfondimento e di carattere sociale per l’emittente locale Tele A 57 e ad oggi fa parte del Circolo della Stampa Pollino Sibaritide