Castrovillari, il "Caso Pappaterra" rientra: «Non sarò io il candidato del centrodestra»
Dopo ore di fibrillazione e l’ipotesi di una candidatura di rottura, l’ex deputato smentisce: «Coerenza politica e rispetto per quella coalizione». Resta però sul tavolo l’idea di un’alleanza civica larga. Intanto il centrodestra pensa a De Gaio?
CASTROVILLARI – È durato lo spazio di qualche ora, ma tanto è bastato per agitare – e non poco – le acque già mosse della politica cittadina. Il nome di Mimmo Pappaterra, circolato con insistenza come possibile candidato a sindaco in un’operazione civica a trazione centrodestra, è rientrato ufficialmente. E lo ha fatto con una presa di posizione netta, che chiude una porta ma, allo stesso tempo, lascia socchiuso uno spiraglio politico.
«Smentisco categoricamente questo accostamento», scrive l’ex deputato e già presidente del Parco del Pollino, intervenendo dopo il tam tam mediatico e social che nelle ultime ore lo aveva proiettato al centro della scena elettorale castrovillarese. Una smentita che poggia su due pilastri: la coerenza di un percorso politico «che non potrebbe certamente rappresentare quello schieramento» e il «rispetto verso le forze politiche del centrodestra», al cui interno – sottolinea – «militano personalità autorevoli e pienamente legittimate».
Eppure, dietro la smentita, resta il dato politico. Perché quella di Pappaterra non è stata una suggestione campata in aria. Per alcune ore, la possibilità che il suo nome potesse diventare il punto di caduta di un centrodestra senza sintesi è stata concreta. E questo dice molto dello stato attuale della coalizione.
Lo stesso Pappaterra, nella sua nota, lo conferma indirettamente. Il suo nome, spiega, è stato effettivamente «proposto nell’ambito di un’ampia riflessione» finalizzata alla costruzione di «una Alleanza Civica ispirata ai valori liberali e riformisti», con un respiro che va oltre i confini cittadini e guarda al comprensorio del Pollino e alla Sibaritide. Non un’investitura partitica, dunque, ma un ragionamento più largo, che prova a intercettare una domanda politica trasversale.
Una disponibilità, aggiunge, accolta «con senso di responsabilità», nel solco di un impegno istituzionale che rivendica come costante, al di là di ruoli e candidature. Ma che, allo stato, non si tradurrà in una corsa a Palazzo di Città.
Il punto, però, resta tutto politico. Perché se un profilo come quello di Pappaterra – per storia e collocazione – può anche solo essere evocato come soluzione di equilibrio per il centrodestra, significa che dentro quella coalizione la quadra è ancora lontana. I nomi restano gli stessi: Giancarlo Lamensa e Anna De Gaio per Fratelli d’Italia, Carlo Lo Prete per Forza Italia. Ma nessuno, finora, è riuscito a catalizzare una convergenza piena.
E così, tra veti incrociati e tavoli che si rincorrono, prende forma un centrodestra “liquido”, alla ricerca di una sintesi che non arriva e che, proprio per questo, finisce per aprire anche a ipotesi fuori perimetro.
Non è molto più stabile il quadro nel centrosinistra, dove proprio in queste ore è in corso l’ennesimo confronto per individuare il candidato unitario tra Pasquale Pace, Ernesto Bello e Nicola Di Gerio. Qui, però, una direzione sembra emergere, con il nome di Bello che nelle ultime ore viene indicato come possibile punto di caduta.
Sul fondo, restano le due candidature civiche già ufficializzate: Luca Donadio per Civicamente e Leonardo Graziadio per Solidarietà e Partecipazione. Due presenze già strutturate che osservano le difficoltà dei poli tradizionali e provano a inserirsi in uno spazio politico che, giorno dopo giorno, appare sempre meno definito.
A meno di due mesi dal voto del 24 e 25 maggio, Castrovillari si ritrova così sospesa. Tra ipotesi che nascono e si spengono nel giro di poche ore, candidature che tardano ad arrivare e un sistema politico che fatica a trovare un assetto.
Il “caso Pappaterra”, allora, resta come un lampo che ha illuminato le difficoltà del centrodestra, ma anche la sua necessità di trovare in fretta una sintesi. E proprio mentre quell’ipotesi rientra, nelle ultime ore prende corpo una traiettoria diversa: quella che porta ad Anna De Gaio, nome interno a Fratelli d’Italia, che starebbe guadagnando terreno come possibile punto di convergenza della coalizione.
Se così fosse, il centrodestra sceglierebbe la strada della ricomposizione interna, archiviando le suggestioni di “superamento” e provando a chiudere la partita su un profilo identitario. Sarebbe il primo vero segnale di stabilizzazione in una fase fin qui dominata da incertezze e tentativi andati a vuoto.
Ma finché l’accordo non sarà ufficiale, a Castrovillari tutto resta in movimento. Con una sola certezza: il tempo delle decisioni è finito. Adesso bisogna scegliere.