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Rossano vittima dell'irriconoscenza. Conflitti territoriali ad orologeria e interessi personali

2 minuti di lettura
di MATTEO LAURIA Rossano, pregi e difetti, il suo ruolo nel comprensorio della Sibaritide. A questa città è stato da sempre contestato un centralismo risultante fastidioso alle comunità circostanti, frutto probabilmente di una storica classe politica protesa ad accentrare i servizi e/o postazioni pubbliche. Una sorta di “Rossano piglia tutto” stile “Cosenza”. E’ un territorio che negli anni è cresciuto urbanisticamente, ha assunto man mano caratteristiche di “città”, soprattutto dopo l’approvazione del piano regolatore generale che attribuisce un piano viario e un’edilizia di maggior gusto. Ci si chiede, non senza perplessità: perché il fattore “crescita” talvolta si trasforma in elemento di “disturbo” nelle classi politiche di centri confinanti e non di stimolo per saper o poter fare di più e meglio? Tale riflessione non ha l’obiettivo di voler aprire una squarcio competitivo o di confronto con altri centri della costa jonica con grandi e straordinarie caratteristiche, tradizioni e peculiarità, ma diviene utile quale premessa in tempi in cui la stessa Rossano è divenuta paradossalmente una sorta di “tiro al bersaglio” per alcuni soggetti pubblici e privati. Ci si scaglia contro come non mai, quasi invasi da un sentimento di avversità, ai limiti dell’odio. Perché tutto questo? A cosa porta una mentalità distruttiva se non al depotenziamento di una città? E chi ci guadagna nella Sibaritide quando s’indeboliscono forti potenzialità? A tutto questo manca la saggezza di una risposta adeguata, se non la stupidità. Ma c’è dell’altro. I nemici talvolta sono in casa. Non si comprende l’atteggiamento di chi da questa città ha solo attinto benefici, senza mai contribuire né alla crescita né allo sviluppo del territorio. In questa fascia si rinvengono tipologie trasversali: dal politico all’imprenditore, dai professionisti alla cosiddetta alta intellighenzia, agli autoreferenziali pionieri mediatici che con l’alibi del “gioco delle parti” riversano odio derivante da questioni personali che nulla a che a vedere con gli interessi generali. Ci sono imprenditori che operano nel silenzio, magari con merito, non si espongono, lavorano dietro le quinte, nelle segrete stanze, quatti quatti si arricchiscono probabilmente nei crismi della legalità, senza mai offrire un contributo per la realizzazione di una piazza, di una via, o per mettere su una squadra di calcio (oggi Rossano è sparita dai massimi livelli dilettantistici contrariamente al lontano passato). Si nutrono e attingono, ma niente in cambio. E il paradosso è che spesso chi invece si espone e in qualche modo contribuisce al progresso delle nostre realtà diviene destinatario di invettive, di critiche, e gli si dà addosso come non mai. Basta essere un imprenditore “riuscito” e si scatena la bagarre. Parliamo di gente che crea posti di lavoro, realizza opere e monumenti, piazze, strade, capace di intercettare fondi comunitari che altrimenti andrebbero dispersi. E noi tutti sappiamo che, nella società di oggi, è difficile destreggiarsi e rimanere nel limbo della legalità. Siamo in un’Italia dove per una semplice pratica non sai a chi prima devi fare il “pensierino” se al burocrate o al politico. Questo è il sistema costruito. Chi fa finta di non vedere è un ipocrita dalla solita doppia morale. Da questa città attingono professionisti che a Rossano hanno creato le proprie fortune e che non perdono occasione per gettare fango appena possono. Quel senso di irriconoscenza che domina in chi è animato dalla sindrome del do ut des. E’ tempo di elevarsi, ciascuno per la propria parte, sforzarsi in idee innovative, riformiste e progressiste. I complotti, le strategie, lasciano il tempo che trovano. Sono dinamiche non più nascoste, alla fine i nomi dei protagonisti escono fuori, vengono a galla con mete e obiettivi. Quel che più infastidisce è la mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini, i quali da taluni sono considerati soggetti astratti, quasi avessero l’anello al naso. Fortunatamente i tempi sono cambiati, perché è cambiata la società, sono mutate le forme di comunicazione, s’interagisce in tempo reale tra smartphone e Ipad. Va da sé che oggi la massa sia maggiormente istruita e, spesso, la “gente” sa più di chi crede di sapere. E allora: umiltà, consapevolezza e amore per le nostre città , sono gli ingredienti giusti per poter ripartire con maggiore grinta ma, soprattutto, con onestà intellettuale.
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.