Conte tra la gente del Crati: «Basta fondi fermi, servono argini e verità» | VIDEO
Il leader M5S a Thurio ascolta cittadini e istituzioni nella chiesa di San Telesforo. Annunciata richiesta di Consiglio regionale straordinario. Il comitato “Guardiani del Crati” pronto a proteste se entro 15 giorni non partiranno i lavori
CORIGLIANO-ROSSANO – È entrato in chiesa con una passerella sobria, si è seduto tra i banchi come uno dei tanti. Nessun palco, nessuna scenografia. Solo le voci di chi, per la quarta volta in meno di otto anni, ha visto l’acqua del Crati entrare in casa.
Nel pomeriggio il leader nazionale del Movimento 5 Stelle ed ex premier Giuseppe Conte ha scelto la chiesa di San Telesforo, a Thurio, come luogo di ascolto. Un incontro con cittadini, imprenditori, parlamentari, amministratori locali guidati dal sindaco Flavio Stasi e con il neo costituito comitato “Guardiani del Crati”, nato tra rabbia e paura.
Tra i banchi, le testimonianze sono state dirette, asciutte, dolorose. C’è chi ha perso tutto, chi ha visto l’azienda agricola sommersa, chi vive con la valigia pronta ogni volta che piove a Cosenza.
Conte ha spostato subito il discorso dal piano locale a quello nazionale: «La Presidente Meloni parla di altro, ma non ci parla delle priorità vere di cittadini e imprese in difficoltà», ha attaccato, per poi riportare l’attenzione sul fiume: «È emerso anche oggi che spesso gli stanziamenti ci sono ma non vengono spesi. Si fermano nelle pieghe delle amministrazioni».
Il Movimento 5 Stelle ha chiesto un Consiglio regionale straordinario: «Non per fare polemiche politiche – ha precisato – ma per evitare di ritrovarci fra qualche anno nella stessa condizione, senza aver messo in sicurezza il letto del fiume e senza aver rinforzato gli argini».
Poi il punto sui ristori e sulle misure immediate: sospensione dei mutui, dei contributi previdenziali, interventi rapidi per famiglie e operatori economici.
«Quando si spengono i riflettori dell’emergenza – ha detto – le comunità si sentono abbandonate. È ora che lo Stato resti presente».
Non è mancato il riferimento al PNRR: «L’Europa ha fatto un investimento di fiducia sull’Italia. Fra poco trarremo un bilancio, ma temo che non sarà positivo».
Alla domanda se la vertenza sulla Piana di Sibari debba diventare nazionale, Conte non ha esitato: «Questa è una terra svantaggiata che merita ancora più attenzione. Noi lavoriamo dove c’è più bisogno. Non abbandoneremo la Calabria».
Intanto il comitato “Guardiani del Crati”, rappresentato da Mario Oliveto e Silvana Abate, ha annunciato che se entro quindici giorni non partiranno concretamente le opere definitive di messa in sicurezza degli argini, sarà pronta una protesta civile “eclatante”.
Nei giorni scorsi anche la segretaria nazionale del Partito Democratico Elly Schlein aveva fatto tappa nella Piana, in una visita discreta tra le aree colpite. Quella di Conte, invece, è stata una presenza cercata, voluta, immersa tra la gente, nel cuore di una comunità che non chiede più solo solidarietà, ma soluzioni.