Cassano, Iacobini chiude il botta e risposta con Mungo: «Mai parlato di dissesto. Il confronto resti sui fatti»
Il sindaco contesta l’uso della parola “infamie” e torna sui conti del Comune: «Risanare non significa essere in dissesto». Poi mette un punto alla polemica: «Non sono interessato a vincere sui giornali o sui social, ma a governare»
CASSANO JONIO – Prima il linguaggio, poi i conti. E alla fine la decisione di chiudere il botta e risposta. Il sindaco Gianpaolo Iacobini, indicato anche dagli attuali canali istituzionali del Comune come primo cittadino di Cassano all’Ionio, interviene nuovamente nel confronto con Antonino Mungo sulla situazione finanziaria dell’Ente.
Il primo affondo riguarda una parola utilizzata da Mungo nel titolo del suo ultimo intervento: “infamie”.
«La considero una parola grave e, soprattutto, inaccettabile all'interno di un confronto politico e amministrativo. Devo dire che mi sorprende particolarmente che sia stato proprio il dottor Mungo a utilizzarla: ho sempre riconosciuto nella sua persona e anche nel modo in cui ha svolto i suoi ruoli istituzionali una certa compostezza e un approccio misurato al confronto politico. Proprio per questo, leggere oggi una parola come “infamie” mi ha sinceramente sorpreso».
Iacobini rivendica la possibilità di un confronto anche duro, ma pone un limite: «Il confronto tra chi amministra oggi e chi ha amministrato ieri può essere duro, può essere acceso e può certamente contenere valutazioni profondamente diverse, ma non può trasformarsi in un attacco personale. Se il dottor Mungo ritiene che le mie affermazioni siano inesatte, ha tutto il diritto di contestarle e di portare documenti, numeri e atti a sostegno delle proprie tesi. È questo il normale confronto democratico».
E aggiunge: «Proprio perché lui stesso richiama continuamente la necessità di confrontarsi sui documenti e sui numeri, mi sarei aspettato che il suo intervento mantenesse lo stesso livello di rigore anche nel linguaggio. La politica può essere aspra, ma deve restare rispettosa».
Il sindaco entra quindi nel merito della questione contabile e respinge quella che considera una rappresentazione sbagliata della posizione dell’Amministrazione.
«Nessuno ha mai detto che il Comune di Cassano all'Ionio sia in dissesto. Né io né questa Amministrazione abbiamo mai sostenuto che il Comune si trovi in una situazione di dissesto finanziario, non abbiamo mai affermato che esista un dissesto e non abbiamo mai messo in discussione l'esistenza del Risultato d'amministrazione».
Da qui la replica diretta a Mungo: «Trovo singolare che il dottor Mungo costruisca gran parte del suo ragionamento intorno alla domanda: “Dov'è il dissesto?”. La risposta è molto semplice: il dissesto non è mai stato il tema del nostro intervento».
Il punto, sostiene Iacobini, è un altro: «Noi abbiamo parlato della necessità di un serio percorso di risanamento finanziario, alla luce della situazione complessiva che abbiamo trovato e che abbiamo avuto il dovere di approfondire una volta insediati. E risanare non significa essere in dissesto. Significa intervenire prima che eventuali criticità possano trasformarsi in emergenze, conoscere esattamente la situazione finanziaria dell'Ente, verificare le passività esistenti, programmare la spesa in funzione delle entrate realmente disponibili e, soprattutto, guardare avanti, non soltanto alla fotografia di un rendiconto già chiuso».
Il Rendiconto 2025 approvato dal Consiglio comunale ha effettivamente registrato un risultato di amministrazione di circa 39,7 milioni, con oltre 33 milioni di accantonamenti e una quota indicata dall’Amministrazione come effettivamente disponibile di poco superiore ai 215mila euro.
Iacobini non contesta il risultato di amministrazione, ma insiste sulla composizione delle somme.
«Nessuno nega che il Rendiconto 2025 presenti un risultato di amministrazione significativo, né che il Comune disponga di una liquidità, ma quei numeri, presi da soli, non raccontano tutta la storia. Una parte rilevante dell'avanzo è costituita da somme accantonate per legge o vincolate a specifiche finalità: sono risorse che hanno una funzione precisa e che non possono essere considerate come una disponibilità indistinta da utilizzare per qualsiasi esigenza dell'Amministrazione».
Da qui la domanda che, per il sindaco, dovrebbe guidare il dibattito: «Il tema non è stabilire se l'avanzo esista. Il tema è capire quale sia la reale capacità finanziaria dell'Ente di sostenere le proprie scelte, oggi e soprattutto nei prossimi anni».
E richiama le criticità già indicate dall’Amministrazione: «Obbligazioni da onorare, debiti fuori bilancio che hanno dovuto essere riconosciuti e che continueremo a riconoscere laddove emergeranno ulteriori situazioni che sono in corso di definizione, contributi da restituire, costi strutturali aumentati e minori entrate che hanno ridotto i margini di manovra».
Secondo Iacobini, il problema è che tutte queste esigenze «competono per le stesse risorse con cui il Comune deve garantire i servizi, assicurare il funzionamento dell'Ente, sostenere la spesa corrente e, contemporaneamente, finanziare gli investimenti».
C’è poi il tema degli interventi già avviati.
«Amministrare un Comune significa anche guardare alle esigenze finanziarie che arriveranno nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Cassano ha oggi numerosi cantieri e importanti interventi in corso, molti di questi richiederanno, nelle diverse forme previste, una compartecipazione dell'Ente. E questo significa che le risorse devono essere programmate oggi tenendo conto degli impegni che dovranno essere sostenuti domani».
Per Iacobini, dunque, non basta chiedersi «quanti soldi ci sono oggi in cassa?» o «quanto è il risultato di amministrazione?».
«La domanda seria è: quali risorse sono realmente disponibili, quali impegni dobbiamo ancora sostenere e quale spazio finanziario rimarrà per continuare ad amministrare, garantire servizi e investire senza mettere in difficoltà il bilancio futuro? Questa è la prospettiva che guida il nostro lavoro».
E ribadisce: «Parlare di risanamento non significa raccontare un Comune in dissesto, significa assumersi la responsabilità di prevenire le difficoltà, rendere sostenibile la gestione e preservare nel tempo la capacità dell'Ente di investire e garantire servizi».
«Personalmente considero molto più irresponsabile aspettare che una situazione diventi emergenziale prima di intervenire. La nostra Amministrazione ha scelto di fare esattamente il contrario: conoscere i problemi, affrontarli per tempo e programmare le risorse con prudenza. Questo, per noi, significa amministrare».
Nella parte finale Iacobini chiude anche sul piano politico il confronto con Mungo.
«Io non ho alcuna necessità di confrontarmi personalmente con il dottor Mungo. Il confronto politico e amministrativo sulle nostre scelte ha una sede istituzionale precisa, ovvero il Consiglio comunale, dove gli atti vengono discussi, le scelte vengono illustrate e l'Amministrazione risponde del proprio operato».
«Non intendo invece trasformare il mio ruolo istituzionale in un confronto personale con un ex amministratore, né inseguire ogni sua dichiarazione pubblica. E se l'idea è quella di intervenire a gettone, ogni volta che qualcuno gli chiede di farlo, per replicare e difendere la precedente esperienza amministrativa, è un gioco al quale non intendo partecipare».
Quindi l’annuncio: «Per quanto mi riguarda, questa sarà l'ultima volta che entro in questo tipo di botta e risposta. Abbiamo una responsabilità precisa: amministrare oggi il Comune di Cassano all'Ionio. Di questa responsabilità rispondiamo davanti alle istituzioni, davanti al Consiglio comunale e, soprattutto, davanti ai cittadini».
«Sono loro che dovranno giudicare le nostre scelte, sono gli atti che dovranno parlare, sono i risultati che, nel tempo, diranno se questa Amministrazione avrà saputo affrontare i problemi che ha trovato e costruire condizioni migliori per il futuro della nostra comunità».
La conclusione è altrettanto netta: «Io non sono interessato a vincere una polemica sui giornali o sui social, sono interessato a governare il Comune, affrontare i problemi e dare risposte concrete ai cittadini. Per questo, quando sarà necessario chiarire questioni che riguardano l'Amministrazione che oggi rappresento, continuerò a farlo con la documentazione, con i numeri e con gli atti, ma senza trasformare il dibattito politico in una partita personale».
«Rispetto per le persone, rispetto per le istituzioni e confronto sui fatti: è questo il terreno sul quale continuerò ad assumermi, insieme all'Amministrazione, tutte le responsabilità delle scelte che stiamo compiendo».