Liste d'attesa, scontro tra Scutellà e Rapani: botta e risposta sulle responsabilità della sanità calabrese
La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle accusa Fratelli d'Italia di non poter «fare opposizione a se stessa». Il senatore replica: «Denunciare le inefficienze è un dovere, il silenzio è complicità»
CORIGLIANO-ROSSANO - Si anima il confronto politico sulle liste d'attesa nella sanità calabrese. Dopo la denuncia del senatore di Fratelli d'Italia Ernesto Rapani sul caso di una cardio-Tac prenotata nel 2027, interviene la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Elisa Scutellà, che chiama in causa le responsabilità della maggioranza di governo.
Secondo Scutellà, Fratelli d'Italia «non può fingere di essere all'opposizione», ricordando che il partito guida il Governo nazionale, fa parte della maggioranza alla Regione Calabria ed esprime il presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale.
«Se le liste d'attesa sono davvero bibliche – afferma la consigliera – la prima domanda è semplice: a chi appartengono le responsabilità politiche e istituzionali di questo fallimento?». Per Scutellà non sarebbe credibile «indignarsi sui social» per problemi che il partito avrebbe il dovere di affrontare nelle sedi di governo.
L'esponente pentastellata richiama inoltre le recenti dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che aveva rivendicato una riduzione delle liste d'attesa a livello nazionale, sostenendo che le denunce formulate da Rapani sulla situazione calabrese aprirebbero una contraddizione politica.
Nella nota, Scutellà critica anche le scelte della maggioranza sul tema dell'autonomia differenziata, sostenendo che rischierebbero di ampliare il divario tra territori, mentre i cittadini calabresi continuano a confrontarsi con ritardi e disservizi nell'accesso alle cure.
Alle dichiarazioni della consigliera replica il senatore Ernesto Rapani, che respinge le accuse e rivendica la propria iniziativa.
«L'Agenas – afferma Rapani – ha certificato che, grazie ai provvedimenti adottati dal Governo Meloni, a livello nazionale si registra una significativa riduzione delle liste d'attesa. Proprio perché ci sono realtà che non rispecchiano quel dato, ho ritenuto doveroso denunciare quanto accade nell'Asp di Cosenza e a Corigliano-Rossano, dove i cittadini continuano ad attendere mesi, se non addirittura il 2027, per una prestazione diagnostica».
Il senatore sostiene di aver chiesto chiarimenti alla dirigenza dell'Asp di Cosenza e ricorda di aver annunciato un esposto dopo il mancato riscontro ricevuto.
«Io continuerò a denunciare le inefficienze, pretendere trasparenza e chiedere che vengano accertate tutte le responsabilità – conclude Rapani –. La denuncia è un dovere, mentre il silenzio sulle inefficienze rischia di trasformarsi in complicità».