Castrovillari, luna di miele già finita: scontro nella coalizione del Sindaco sulle poltrone delle partecipate
A poco più di un mese dall’elezione di Anna De Gaio, Forza Castrovillari contesta le revoche in Gas Pollino e Pollino Gestione Impianti: prima crepa nella coalizione vincente
CASTROVILLARI - La luna di miele è durata appena poche settimane. A Castrovillari, il primo vero strappo nella coalizione che ha portato Anna De Gaio alla guida del Comune esplode sul terreno più classico e più delicato della politica: la distribuzione dei posti di comando nelle società partecipate.
De Gaio ha vinto il ballottaggio dell’8 giugno con il 53,97% dei voti ed è stata proclamata ufficialmente sindaca il 10 giugno. A poco più di quaranta giorni dall’insediamento, una componente che ne ha sostenuto il percorso elettorale, Forza Castrovillari, prende pubblicamente le distanze dalle scelte della nuova amministrazione su Gas Pollino e Pollino Gestione Impianti.
Non è ancora una rottura formale. Ma è certamente la prima crepa politica visibile dentro la grandissima coalizione nata dall’alleanza tra centrodestra, forze moderate e liste civiche che ha conquistato Palazzo Gallo dopo il ballottaggio di giugno.
A firmare l’affondo è Roberto Senise, che interviene a nome di Forza Castrovillari sulla revoca dei rappresentanti comunali nelle due partecipate. Il comunicato si presenta come una precisazione tecnica, ma contiene un giudizio politico tutt’altro che neutrale: l’amministrazione avrebbe agito «in modo improvvisato».
Il bersaglio è la gestione del ricambio ai vertici delle società. Secondo Senise, il cambio del sindaco non determina automaticamente la decadenza degli amministratori in carica e la revoca non potrebbe essere disposta con un semplice atto unilaterale del primo cittadino, ma dovrebbe seguire le procedure previste dagli statuti, dal Codice civile e dagli organi societari competenti.
Una contestazione che investe direttamente la nuova sindaca e che trasforma quella che poteva apparire come una normale operazione di riassetto amministrativo in una battaglia tutta politica sulla “spartizione” delle postazioni più influenti del sistema comunale.
Il caso principale è quello di Gas Pollino Srl, società nella quale il Comune di Castrovillari detiene l’81,60% del capitale. Una quota che garantisce all’ente una posizione largamente maggioritaria e, in linea generale, la possibilità di orientare le decisioni dell’assemblea. Ma, sostiene Forza Castrovillari, non autorizzerebbe scorciatoie procedurali.
Senise richiama in particolare la posizione del presidente Antonio Di Diego, nominato il primo agosto 2024. Secondo la ricostruzione contenuta nella nota, il suo mandato proseguirebbe fino all’approvazione del bilancio 2027, quindi presumibilmente fino alla primavera del 2028, salvo una revoca adottata secondo le regole e sorretta da una motivazione adeguata.
Il movimento non nega che il Comune, disponendo della maggioranza delle quote, possa promuovere un cambio al vertice. Contesta però il metodo e avverte che, in assenza di giusta causa, l’amministratore revocato potrebbe rivendicare un risarcimento economico.
È qui che la vicenda supera i tecnicismi societari. Forza Castrovillari avrebbe potuto discutere la questione all’interno della coalizione. Non lo ha fatto, ha invece scelto la via del dibattito pubblico, mettendo in dubbio la correttezza dell’operazione e accusando, sia pure rinviando a un secondo momento l’affondo strettamente politico, la nuova amministrazione di approssimazione. E non potrebbe essere la unica e sola voce isolata di questa vicenda. Già, perché, il cerchio del malumore sulla gestione delle partecipate potrebbe allargarsi ancora di più e interessare parti dirette della maggioranza consiliare. Già, perché se Senise parla da dirigente di un partito ma fuori dagli scranni dell'emiciclo ciclo, ci sarebbero componenti autorevolissimi dell'attuale maggioranza pronti a vuotare il sacco.
Un segnale evidente di insofferenza. E forse anche l’avvertimento di chi non intende assistere in silenzio alla ridefinizione degli equilibri di potere successiva alla vittoria elettorale.
È inevitabile, quindi, che la partita venga letta anche come il primo banco di prova della tenuta della maggioranza. La domanda non riguarda soltanto la legittimità formale delle revoche, che potrà essere valutata sulla base degli atti effettivamente adottati. Riguarda il rapporto tra la sindaca e le forze che hanno contribuito alla sua elezione.
La luna di miele, dunque, sembra già archiviata. Resta da capire se quello sulle società partecipate sarà soltanto un incidente circoscritto, ricomponibile attraverso un chiarimento interno, oppure l’inizio di una frattura più profonda nella maggioranza che governa Castrovillari.
Di certo, dopo appena quaranta giorni, la prima battaglia non si combatte sui grandi problemi della città, ma sulle nomine. E non è un buon segnale per una coalizione che aveva appena finito di festeggiare.