Russo al fianco di Tocci: «I sindaci non possono diventare i capri espiatori di ogni tragedia»
La sindaca di Laino Borgo interviene alla manifestazione di solidarietà per il primo cittadino di Civita dopo la sentenza sul Raganello: «Serve una legge che tuteli gli amministratori locali e riconosca le reali condizioni in cui operano»
LAINO BORGO - «Essere vicino ad Alessandro Tocci nel giorno della manifestazione in solidarietà del sindaco di Civita, dopo la sentenza del primo grado sulla tragedia del Raganello, è non soltanto un atto dovuto per esprimere solidarietà ad un collega amministratore, ma per difendere un principio che riguarda il senso steso del servizio pubblico e il limite umano entro cui ogni sindaco è chiamato ad operare. Oggi siamo chiamati a riflettere sul rischio che il primo cittadino diventi il capro espiatorio di ogni tragedia, il destinatario automatico di responsabilità che spesso travalicano le reali possibilità di controllo e di intervento di un amministratore locale».
A parlare è la sindaca di Laino Borgo, Mariangelina Russo, che tre anni fa (era il 30 maggio del 2023) ricevette un avviso di garanzia per la morte nel fiume Lao di Denise Galatà, studentessa di diciotto anni che rimase annegata mentre effettuava una discesa di rafting mentre era in gita con la propria scuola.
Quella vicenda oggi conclusa con la totale estraneità ai fatti da parte del sindaco Russo ha generato «mesi di difficili, ansia, tensione, sofferenza umana e sacrifici anche economici, che nessuno potrà cancellare». Nonostante l'amministrazione Russo aveva emanato un'ordinanza per regolamentare gli accessi al fiume e trasmesso l'allerta meteo per cercare di prevenire ogni rischio il sindaco si è «ritrovata coinvolta in una vicenda giudiziaria dolorosa, con un avviso di garanzia che ha segnato profondamente la mia vita personale e istituzionale». Così in merito al tema generale della giornata "Colpevole d'innocenza" celebrata a Civita ieri ha aggiunto «Noi sindaci dei piccoli comuni viviamo ogni giorno questa condizione. Amministriamo territori complessi, spesso fragili, con organici insufficienti, risorse limitate, normative confuse e responsabilità enormi. Siamo il primo presidio dello Stato nelle nostre comunità. Siamo quelli che rispondono sempre, a qualsiasi ora, davanti a qualsiasi emergenza. E troppo spesso veniamo lasciati soli».
La tragedia del Raganello come quella del Lao hanno segnato «profondamente la Calabria intera - aggiunge il primo cittadino di Laino Borgo - hanno lasciato dolore, vite spezzate, famiglie ferite per sempre. E davanti a quel dolore il primo dovere è il rispetto, il silenzio, la vicinanza sincera alle vittime e ai loro cari. Nessuno può dimenticare ciò che è accaduto». Ma il tema vero è che la vicenda del sindaco Tocci riguarda «tutti gli amministratori che ogni giorno assumono decisioni difficili in contesti complicati, cercando di tutelare cittadini e territori con mezzi spesso inadeguati. Esprimere solidarietà oggi non significa sottrarsi al rispetto delle sentenze o al lavoro della magistratura. Significa affermare con forza che non possiamo continuare ad alimentare un sistema nel quale il sindaco diventa l'unico anello su cui scaricare ogni responsabilità istituzionale, tecnica, burocratica e perfino naturale.
Serve equilibrio. Serve una riflessione seria sul ruolo dei sindaci in Italia, soprattutto nei piccoli comuni del Sud. Perché se amministrare significa esporsi ogni giorno al rischio personale, civile e penale, senza strumenti adeguati, allora si indebolisce la democrazia stessa. Si scoraggiano le persone perbene dall'impegno pubblico. Si crea paura invece che responsabilità».
Sul tema della giustizia Mariangelina Russo è chiara. «Noi non chiediamo impunità. Chiediamo giustizia, proporzione, tutela istituzionale e rispetto per chi serve le comunità con sacrificio e dignità. Da sindaco di Laino Borgo sento il dovere di essere qui oggi accanto al sindaco Alessandro Tocci, come uomo e come amministratore. Perché nessun sindaco deve sentirsi solo davanti al peso immenso delle responsabilità che questo ruolo comporta. La Calabria ha bisogno di amministratori coraggiosi, non di amministratori impauriti. Ha bisogno di istituzioni che accompagnino i sindaci, non che li lascino soli nei momenti più difficili». Così da Civita il messaggio lanciato dal sindaco di Laino Borgo insieme agli altri uomini e donne in fascia tricolore che si sono radunati davanti la casa comunale del paese arbereshe è «chiaro, fermo e unitario: solidarietà umana e istituzionale al sindaco Alessandro Tocci, rispetto per il dolore delle famiglie colpite dalla tragedia del Raganello, e impegno comune affinché il ruolo dei sindaci venga finalmente riconosciuto e tutelato con maggiore equilibrio e responsabilità da parte dello Stato».
La tutela dei Sindaci che sono il primo baluardo territoriale della Stato è necessario per «programmare una azione coordinata che partendo dall'Anci o dalle regioni arrivi fino al Governo centrale e venga inserita in un dispositivo normativo che vada nella direzione auspicata perchè ogni primo cittadino non si senta più abbandonato dai livelli superiori e messo al centro di una legge che lo consideri come tassello importante delle articolazioni democratiche e di servizio per i cittadini ed i territori».