Futuro Nazionale mette radici a Corigliano-Rossano: sette delegati alla Costituente di Vannacci
Dima, Antoniotti e Spataro annunciano tre comitati nel Comune unico e rivendicano la crescita del movimento: «Il vuoto lasciato dalla destra identitaria sarà riempito da Futuro Nazionale»
CORIGLIANO-ROSSANO - Futuro Nazionale si struttura e consolida anche a Corigliano-Rossano e lo fa con numeri che, almeno nella fase di avvio, vengono letti dai promotori come un segnale politico significativo. Nel Comune unico sono stati costituiti tre comitati del movimento guidato da Roberto Vannacci, che esprimeranno complessivamente sette delegati alla prossima Assemblea Costituente, in programma il 13 e 14 giugno.
A darne notizia, in una nota congiunta, sono Giovanni Dima, Giovanni Antoniotti e Daniele Spataro, che manifestano «piena soddisfazione» per le adesioni raccolte in meno di un mese.
I delegati saranno così ripartiti: tre dal comitato con referente Giovanni Dima, vale a dire lo stesso Dima, Angelo Turchitto e Laura Maria Lores; due dal comitato con referente Giovanni Antoniotti, cioè Antoniotti e Leonardo Calarota; due dal comitato con referente Daniele Spataro, rappresentato da Spataro e Claudia Galati.
Secondo Dima, Antoniotti e Spataro, a Corigliano-Rossano non sarebbero pochi i giovani che hanno aderito ai comitati di Futuro Nazionale, dentro una crescita che i promotori leggono come espressione di un malessere più ampio nel campo della destra.
Il ragionamento politico è esplicito. Per i referenti locali, la crescita del movimento sarebbe il sintomo del «declino di una parte della classe dirigente» che avrebbe dovuto rappresentare una destra identitaria e sociale anche alla guida del Paese.
Nel mirino finiscono temi come sicurezza, libertà, identità culturale, integrazione e immigrazione. Per Dima, Antoniotti e Spataro, il problema non sarebbe il presunto populismo di Vannacci, ma «il vuoto lasciato da chi avrebbe dovuto offrire una risposta credibile».
Ed è proprio dentro quel vuoto che Futuro Nazionale intende collocarsi, anche nella terza città della Calabria, dove il movimento sembra voler intercettare pezzi di elettorato e militanza provenienti dall’area sovranista, conservatrice e identitaria.
La partecipazione alla Costituente nazionale sarà anche l’occasione per portare una piattaforma di proposte sul Mezzogiorno. I tre referenti annunciano infatti l’intenzione di illustrare all’Assemblea una serie di indirizzi «da destra» per il riscatto del Sud, indicato come pilastro della sicurezza nazionale e possibile hub logistico e produttivo del Mediterraneo.
Una linea che punta a inserire la questione meridionale dentro una lettura geopolitica ed economica più ampia: il Mezzogiorno non come periferia assistita, ma come spazio strategico per la stabilità e la proiezione dell’Italia nel Mediterraneo.
La costituzione dei tre comitati a Corigliano-Rossano conferma dunque il tentativo di Futuro Nazionale di trasformarsi da suggestione politica nazionale a rete territoriale organizzata.
Ora la prova sarà capire quanto questo primo radicamento riuscirà a incidere davvero negli equilibri del centrodestra locale, già attraversato da tensioni, riposizionamenti e nuove ambizioni in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.