Dopo di Noi, Grillo replica a Straface: «Troppo facile svegliarsi sotto scadenza e scaricare sui territori»
L’assessore comunale di Corigliano-Rossano risponde alla Regione sui fondi non utilizzati: «Linee guida lontane dai bisogni reali. Serve ascolto vero, non modelli calati dall’alto»
CORIGLIANO-ROSSANO – Il caso dei fondi “Dopo di Noi” accende lo scontro istituzionale tra Regione Calabria e Comune di Corigliano-Rossano. Dopo la riunione convocata in Cittadella dall’assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface, con la richiesta agli Ambiti territoriali sociali di sbloccare le procedure entro dieci giorni e chiudere l’iter entro il 31 maggio, arriva la replica dell’assessore comunale alle Politiche sociali Marinella Grillo.
Una risposta netta, politica ma anche tecnica, che rimette al centro il ruolo degli Ambiti e soprattutto il nodo delle linee guida regionali, giudicate troppo distanti dalla realtà quotidiana delle famiglie e delle persone con disabilità.
«È troppo facile svegliarsi sotto scadenza e trasformare i territori nel capro espiatorio di problemi che abbiamo denunciato da mesi», afferma Grillo, prendendo posizione dopo le dichiarazioni arrivate dalla Regione sui circa 3 milioni di euro del Fondo “Dopo di Noi” 2016-2018 ancora da rendicontare, tra cui oltre 200mila euro riferiti all’Ambito di Corigliano-Rossano.
Secondo l’assessore comunale, il punto non è la mancata volontà dei territori di utilizzare le risorse, ma la difficoltà di applicare strumenti non sempre aderenti ai bisogni concreti degli utenti. «Prendiamo atto del fatto che oggi si stia cercando di recuperare risorse importanti dedicate al “Dopo di Noi” – sottolinea – ma la verità va raccontata fino in fondo, senza il continuo stillicidio di uscite sulla stampa che poco hanno a che vedere con i toni e con il confronto avuto negli incontri istituzionali».
Grillo rivendica il lavoro svolto dall’Ambito e ricorda che le criticità erano state già rappresentate più volte alla Regione Calabria. «Come Ambito abbiamo evidenziato che le linee guida predisposte erano troppo lontane dai bisogni reali dei nostri utenti e delle loro famiglie. E questo non per polemica, ma perché chi vive quotidianamente i territori conosce bene le difficoltà concrete».
Il cuore della replica riguarda il rapporto tra risorse disponibili, strumenti amministrativi e reale adesione delle famiglie. Per Grillo, infatti, esiste un problema culturale profondo, che non può essere risolto con scadenze, richiami o commissariamenti. Molti genitori, spesso avanti negli anni, vivono con forte sfiducia l’idea di affidare i propri figli con disabilità a nuove esperienze di autonomia e coabitazione. È un percorso delicato, che richiede accompagnamento, ascolto, gradualità e fiducia.
Da qui la critica al modello finora utilizzato. «Serve un vero cambio di passo», afferma l’assessore comunale, ricordando che il Comune aveva accolto positivamente gli sforzi avviati dalla Regione e dall’assessore Straface per rivedere le linee guida e aprire a un utilizzo più flessibile delle risorse.
Il problema, secondo Grillo, è che alle segnalazioni arrivate dai territori non sarebbero seguite risposte concrete. «Il nostro Ambito, con diversi atti pubblici e consultabili, ha più volte evidenziato le rinunce degli utenti ad aderire agli avvisi, nonostante tutti spingessero verso forme di sostegno economico diretto, come i voucher. Su questo però non abbiamo ricevuto risposte concrete, se non il tentativo di scaricare sui territori la responsabilità del mancato utilizzo delle somme».
L’assessore comunale non nega la necessità di accelerare la rendicontazione, anche perché senza l’utilizzo delle somme già assegnate rischiano di restare bloccate le annualità successive. Ma chiede che il confronto istituzionale non si trasformi in una ricerca di responsabilità a senso unico.
«Comprendiamo perfettamente la necessità delle rendicontazioni ministeriali – aggiunge – perché senza quelle non si potranno ottenere le annualità successive. Ma proprio per questo bisogna ascoltare davvero i territori e soprattutto tradurre quell’ascolto dentro linee guida realistiche, costruite sui bisogni effettivi delle famiglie e delle persone con disabilità, non su modelli calati dall’alto».
Il caso, dunque, si sposta dal piano contabile a quello politico e amministrativo. Da una parte la Regione, che chiede tempi certi, atti, liquidazioni e cronoprogrammi; dall’altra l’Ambito di Corigliano-Rossano, che rivendica la complessità di un territorio tra i più grandi della Calabria e la necessità di strumenti più aderenti alle condizioni reali delle famiglie.
«Da parte nostra continuerà ad esserci piena collaborazione istituzionale – conclude Grillo – ma la collaborazione può essere davvero efficace solo quando al centro vengono messi i bisogni reali delle persone e il rispetto delle peculiarità dei territori».
Il confronto, a questo punto, resta aperto. Con una scadenza ravvicinata, quella del 31 maggio, e con una questione sostanziale ancora tutta da sciogliere: trasformare le risorse del “Dopo di Noi” in interventi realmente utilizzabili, evitando che il tema della disabilità diventi terreno di scontro tra livelli istituzionali invece che occasione concreta di risposta alle famiglie.