Emergenza Crati a Cassano, ArticoloVentuno: «Servono risposte concrete»
Paternostro: «Apprendiamo che la Giunta comunale ha approvato la sospensione della TARI e del servizio idrico. Bene ma da sola, non risolve nulla»
CASSANO JONIO - «Ad oltre un mese dall’esondazione del fiume Crati, che ha provocato danni gravissimi al nostro territorio, le immagini di quei giorni continuano a ripresentarsi con forza nelle nostre menti. Ma non si tratta soltanto di ricordi, perché quelle scene trovano ancora oggi un riscontro concreto nei disagi diffusi, nelle difficoltà economiche e nelle incertezze che tanti cittadini ed operatori stanno vivendo quotidianamente». Così in una nota il Coordinatore ArticoloVentuno, Francesco Paternostro.
«Apprendiamo - dice - che la Giunta comunale ha approvato la sospensione della TARI e del servizio idrico per le utenze colpite dall’alluvione del Crati e dalle forti precipitazioni cicloniche. Una misura che, se da un lato dà un po’ di respiro alle famiglie ed alle attività economiche delle zone colpite, dall’altra, da sola, non risolve nulla. Bisogna essere onesti con i cittadini».
«La sospensione - va avanti - non è e non potrà mai essere una cancellazione. E non lo è per una ragione precisa, che non ha nulla a che fare con la volontà politica: per esempio, la TARI è una tariffa costruita su un principio di autosostenibilità. I costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti devono essere coperti, e non è possibile azzerarla semplicemente scaricando quel peso su altri. Sarebbe probabilmente anche illegittimo. Questo va detto chiaramente, perché i cittadini colpiti meritano risposte vere, non promesse che non si possono mantenere».
«La vera partita - sottolinea - si gioca su un altro tavolo. Ne è stato discusso in Consiglio comunale, e la direzione è chiara: sono la Protezione Civile e gli enti sovracomunali che devono farsi carico di questi oneri, anche attingendo ai fondi stanziati per le emergenze. Non è una questione di scaricabarile, ma di competenze e di risorse. Adesso tocca a chi ha gli strumenti per andare oltre. Il problema è che quegli enti, al momento, sembrano essersi dimenticati di Cassano».
S«embrano essersi dimenticati delle famiglie di Lattughelle, di Casa Bianca, di Piano Scafo, dei Laghi di Sibari, di tutte le contrade che hanno visto l’acqua entrare nelle case e portare via quasi tutto, distruggere i raccolti, bloccare le attività. La sospensione dei pagamenti - conclude - dà un po’ di respiro, ma il tempo passa. E quei debiti, se nessuno interviene, restano tutti sulle spalle di chi ha già perso abbastanza».
Chiediamo quindi all’Amministrazione Comunale di pretendere un’accelerazione decisa: i sostegni devono arrivare, e devono arrivare subito. L’interlocuzione con la Regione, con la Prefettura, con il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile non può fermarsi e serve insistere per ottenere risposte concrete e tempi certi.
È proprio da questa consapevolezza che nasce un appello fermo alle istituzioni competenti: non si abbassi la guardia. Il rischio più grande, a distanza di settimane, è che l’attenzione cali e che l’emergenza venga lentamente derubricata a problema ordinario.
I cittadini colpiti non possono aspettare all’infinito. Le sospensioni sono un primo passo. Ma non possono essere l’ultimo.
Vigileremo affinché questo impegno non resti lettera morta.