Corigliano-Rossano, Lucisano spacca il centrodestra e se ne va sbattendo la porta: nasce il Gruppo Misto
Scossa in apertura del Consiglio comunale di Corigliano-Rossano dopo le tensioni post-provinciali: il consigliere lascia Uniti per Corigliano-Rossano, rivendica autonomia politica e ridisegna gli equilibri dell’opposizione
CORIGLIANO-ROSSANO – La miccia l’ha accesa subito, in apertura di seduta. Ha chiesto la parola, si è alzato e, senza giri larghi, ha messo nero su bianco la rottura. Piero Lucisano esce dal perimetro del centrodestra consiliare, abbandona il gruppo Uniti per Corigliano-Rossano e costituisce il Gruppo Misto, di cui sarà capogruppo. Una mossa che spacca l’opposizione e il centro destra locale e arriva come un detonatore politico dentro un emiciclo già carico di tensioni.
Il passaggio è formale ma il tono è tutt’altro che burocratico. Lucisano rivendica autonomia, distanza da logiche di partito e soprattutto una traiettoria personale costruita «senza suggeritori, senza auricolari e senza regie esterne» - dice. Parole che suonano come una bordata diretta non solo agli ex compagni di banco, ma a un intero sistema di relazioni politiche che, nelle ultime settimane, aveva già mostrato crepe evidenti.
Il riferimento, nemmeno troppo velato, è a quanto accaduto dopo le elezioni provinciali dell’8 marzo. Lì, dove Lucisano era rimasto fuori per poche centinaia di voti ponderati, si era aperta una frattura politica mai davvero ricomposta. Quel «perdo per circa 300 voti (a buon intenditore)» affidato ai social era già stato letto come il segnale di un malessere profondo. Oggi quel malessere si tramuta in una scelta politica chiara forte che se non è irreversibile è sicuramente un segnale che lancia ai sui (ex?) compagni di viaggio sia dentro ma anche fuori dall'emiciclo.
Giura fiducia (eterna) ad Occhiuto, ma solo ad Occhiuto. Nel suo intervento - politico - non fa riferimento ad altre figure di spicco della cordata liberale locale e regionale. Non cita nemmeno quell'area, che fa riferimento all'ex presidente della Provincia di Cosenza oggi consigliera regionale e già sindaco di San Giovanni in Fiore, Rosaria Succurro. Quella che. a quanto pare, gli aveva garantito sostegno alle ultime provinciali e di cui Lucisano in Regione è segretario particolare. Nulla. La sua devozione politica è solo per Occhiuto, sintomatico che, qualcosa anche all'interno dei suoi ingranaggi stretti si è rotta. Forse.
E infatti in aula, il consigliere non usa mezze misure: rivendica un percorso costruito «pietra su pietra», respinge il ruolo di «cameriere politico» o «pupazzo» e rivendica il consenso diretto dei cittadini. Ma soprattutto traccia la linea del nuovo corso: un gruppo «equidistante da vecchie logiche politiche», libero da «obbedienza cieca e pronta» e orientato – dice – al confronto e alla responsabilità.
Insomma, parla come un leone ferito. Tradotto: fine della disciplina di schieramento, apertura a un posizionamento più fluido.
Non è un’uscita - dicevamo - “contro” il centrodestra regionale, anzi. Lucisano precisa di restare vicino alle posizioni del presidente Roberto Occhiuto, segnale che la frattura è tutta politica e da ricercarsi nel grande alveo di Forza Italia a Corigliano-Rossano e in provincia di Cosenza. E crediamo non risparmi nessuno. Nemmeno l'assessore regionale e consigliera comunale, Pasqualina Straface. Ed è qui che il colpo pesa di più: perché a Corigliano-Rossano il centrodestra perde un pezzo della sua componente civica, proprio quella che avrebbe dovuto tenere insieme i fili tra partiti e territorio.
Il finale del suo intervento è quasi una chiusura in codice, ma il messaggio è chiarissimo: «il futuro è lungo o corto… il tempo è galantuomo». Ancora una volta, quindi, i conti si faranno più avanti, ma la partita è già aperta.
Intanto, nell’immediato, cambia la geografia dell’opposizione. E cambia soprattutto il clima politico dentro il Consiglio comunale.