Consorzi di bonifica Calabria, allarme sul TFR: «La Regione non si sfili»
Ex dipendenti ancora senza liquidazione mentre cresce lo scontro sulla riforma e sul ruolo di controllo dell’ente regionale
CATANZARO - La Regione non deve «recidere il cordone ombelicale» con il Consorzio di bonifica della Regione Calabria, mantenendo saldo un legame che viene definito non come un limite, ma come una garanzia, soprattutto in una fase delicata in cui numerosi ex dipendenti, oggi in quiescenza, attendono ancora la liquidazione del TFR.
È questo il senso dell’intervento che esprime vicinanza e forte preoccupazione per le famiglie coinvolte, costrette a fare i conti con ritardi in un contesto economico segnato dall’aumento del costo della vita e dal rincaro dei carburanti, fattori che incidono sull’intera filiera dei consumi. Si sottolinea come sia «doveroso dare delle risposte concrete» e come, proprio in un momento simile, sia «quanto mai necessario che la Regione non abdichi al suo ruolo di controllo ma che segua da vicino tutti gli sviluppi». In questo quadro si inserisce il rinvio della proposta di legge presentata in Commissione Agricoltura, finalizzata a modificare la legge regionale n.39 del 2023, con cui è stato istituito un unico consorzio di bonifica al posto degli undici precedenti. Il nodo, viene evidenziato, è sia costituzionale che politico.
Viene ribadita una netta opposizione alla proposta che vedrebbe la Regione, inizialmente accentratrice e garante, «smarcarsi da questa funzione in favore di una massima indipendenza dell’ente», una scelta ritenuta in contrasto, «in questo punto come in altri rilevati nel corso della seduta», con i principi di costituzionalità.