Castrovillari, il centrosinistra scopre le carte: tre nomi per il dopo Lo Polito, ma la partita è tutta aperta
La coalizione che sostiene l’eredità del sindaco uscente Domenico Lo Polito avvia il percorso per la scelta del candidato alle comunali: indicati tre nomi – Ernesto Bello, Nicola Di Gerio e Pasquale Pace – da cui dovrà emergere la sintesi
CASTROVILLARI - Nel centrosinistra castrovillarese qualcosa si muove, finalmente. A poco più di due mesi dalle comunali del 24 e 25 maggio 2026, con eventuale ballottaggio il 7 e 8 giugno, la coalizione che punta a raccogliere l’eredità politica e amministrativa del sindaco uscente Domenico Lo Polito, arrivato al capolinea del secondo mandato, rompe il silenzio e mette sul tavolo i primi nomi per la corsa a Palazzo di Città.
La novità sta tutta in una nota diffusa oggi dalla coalizione di centrosinistra, che certifica un passaggio politico importante: non c’è ancora un candidato unitario, ma c’è una rosa ufficiale da cui uscirà il nome chiamato a guidare la continuità amministrativa. I tre profili indicati, “in rigoroso ordine alfabetico”, sono Ernesto Bello, Nicola Di Gerio e Pasquale Pace. La nota insiste su un concetto preciso: unità, metodo, esperienza, niente improvvisazione. Un messaggio che vale quasi quanto i nomi stessi, perché fotografa la volontà di arrivare a una sintesi senza lacerazioni, mentre attorno il quadro politico cittadino resta ancora fluido.
Ed è proprio questo il punto politico. Castrovillari arriva all’appuntamento elettorale con un sistema ancora in cerca di assetto. Nelle ultime settimane diverse ricostruzioni giornalistiche hanno descritto una città in cui i poli tradizionali hanno faticato a chiudere il cerchio: il centrosinistra è stato a lungo alla ricerca della quadra interna, mentre il centrodestra continua a non trovare una sintesi definitiva sul candidato, con Forza Italia orientata su Carlo Lo Prete e Fratelli d’Italia che continua a spingere sull’ipotesi Giancarlo Lamensa.
In mezzo, però, non ci sono solo i partiti tradizionali. Il fronte civico prova infatti a ritagliarsi spazio da terzo incomodo: Civicamente ha già ufficializzato da settimane la candidatura dell’avvocato Luca Donadio, mentre anche l’area di Solidarietà e Partecipazione si è mossa annunciando la candidatura del consigliere regionale Ferdinando Laghi. È questo il contesto in cui va letto il comunicato del centrosinistra: più che una semplice nota organizzativa, è un segnale politico per dire che il campo progressista vuole evitare di arrivare troppo tardi alla stretta decisiva.
La coalizione, del resto, sa bene che non basta evocare la continuità con l’era Lo Polito: bisogna trasformarla in una proposta credibile. Il sindaco uscente, raggiunto nei mesi scorsi da diverse testate, ha rivendicato la stabilità e il lavoro amministrativo costruiti negli ultimi anni; ma proprio quella continuità, oggi, deve essere tradotta in un volto riconoscibile, capace di tenere insieme il Partito Democratico, i Democratici per Castrovillari, i Progressisti e gli eventuali alleati che dovessero aggiungersi in corsa.
La nota, infatti, non chiude ma apre. Dice che la coalizione “resta aperta” a chi vorrà aderire condividendo “obiettivi, metodo e rigore”, e soprattutto mette nero su bianco la linea politica con cui intende affrontare il passaggio: nessuna fuga in avanti, nessun uomo solo al comando, ma una scelta condivisa fra tre figure ritenute tutte all’altezza del compito. È un modo per blindare il perimetro e, insieme, prendere tempo. Un tempo che però, da qui a maggio, comincia a stringere.
Nel testo si insiste molto su esperienza, competenza, affidabilità, armonia. Parole che non sembrano casuali. Sembrano anzi la risposta preventiva a una campagna elettorale che si annuncia nervosa, frammentata e giocata anche sulla credibilità amministrativa. Il centrosinistra prova a dire ai cittadini che la prossima sfida non può essere affidata “a improvvisazione e slogan”, e lo fa nel momento in cui la città appare ancora sospesa, con i partiti costretti ad accelerare per non lasciare campo libero alle aggregazioni civiche.
Adesso, però, viene il difficile. Perché la politica, soprattutto nei comuni, si misura sempre sul nome finale. E la vera domanda resta questa: il centrosinistra riuscirà a trasformare la triade Bello-Di Gerio-Pace in una candidatura unitaria capace di tenere insieme l’eredità di Lo Polito e la domanda di rinnovamento che sale dalla città? La risposta arriverà nelle prossime settimane. Ma una cosa, da oggi, è più chiara: la coalizione ha deciso di uscire allo scoperto e di giocare la partita del dopo Lo Polito non sulla rottura, ma sulla continuità organizzata. A Castrovillari, dove tutti sono ancora in movimento, è già una notizia.