Amministrative, clamoroso a Castrovillari: a destra spunta il nome del socialista Pappaterra
Tra veti incrociati e nessuna sintesi, l’area moderata apre all’ex socialista ed ex deputato dell’Ulivo. Nel centrosinistra prende quota Bello, ma la partita resta tutta aperta
CASTROVILLARI – Se la politica fosse una fotografia, a Castrovillari oggi verrebbe fuori un’immagine mossa. Sfocata. In continua esposizione. Ma se c’è un punto in cui questa “liquidità” diventa quasi clamorosa è il centrodestra, che nel tentativo di trovare una sintesi rischia di rompere gli schemi e – paradossalmente – di pescare fuori dal proprio perimetro naturale.
Perché nelle ultime ore, tra tavoli, telefonate e riunioni sempre più fitte, è spuntata un’ipotesi che fino a qualche giorno fa sarebbe sembrata fuori copione: il nome di Mimmo Pappaterra. Sì, proprio lui. Ex socialista, ex parlamentare dell’Ulivo, già presidente del Parco del Pollino. Un profilo che arriva da una storia politica chiaramente collocata a sinistra e che oggi, invece, viene evocato come possibile figura di “superamento” per tenere insieme un centrodestra che, allo stato, una sintesi non riesce a trovarla.
È questo il dato politico più sorprendente di questa fase. Patrioti, sovranisti e liberali che, incapaci di convergere su un nome interno, guardano altrove. Non è una candidatura, non ancora almeno. È un’ipotesi, una suggestione, un tentativo di uscire dall’impasse. Ma è anche il segnale plastico di una coalizione che, tra Fratelli d’Italia e Forza Italia, continua a muoversi in ordine sparso.
Sul tavolo restano infatti i nomi già noti: Giancarlo Lamensa e Anna De Gaio per l’area meloniana, mentre Forza Italia continua a ragionare attorno alla figura di Carlo Lo Prete, sponsorizzato dall’assessore regionale Gianluca Gallo. Ma proprio su Lo Prete, secondo indiscrezioni sempre più insistenti, non si sarebbe mai costruita quella convergenza necessaria per chiudere la partita. E così, mentre i tavoli si moltiplicano, cresce anche la tentazione di una soluzione terza, capace di sparigliare e ricompattare.
Una mossa che, se dovesse prendere corpo, cambierebbe completamente la narrazione di questa campagna elettorale. Perché significherebbe certificare una difficoltà strutturale del centrodestra locale e, insieme, aprire a una candidatura che nasce fuori dal recinto identitario della coalizione.
Se a destra il quadro è liquido, a sinistra la partita è diversa ma non meno delicata. Anche qui il tempo stringe e le riunioni si susseguono. Proprio mentre scriviamo è in corso l’ennesimo confronto interno al centrosinistra per sciogliere il nodo della candidatura unitaria. Dopo i tentativi falliti dei giorni scorsi, la coalizione prova a trovare una sintesi tra i tre nomi messi ufficialmente sul tavolo: Pasquale Pace, Ernesto Bello e Nicola Di Gerio.
È da questa triade che dovrà uscire il candidato chiamato a raccogliere l’eredità politica e amministrativa del sindaco uscente Mimmo Lo Polito, arrivato al termine del doppio mandato. E se la linea ufficiale resta quella dell’unità e della scelta condivisa, nelle ultime ore prende quota con sempre maggiore insistenza il nome di Ernesto Bello come possibile punto di equilibrio.
Una scelta che, se confermata, andrebbe nella direzione di una continuità organizzata, capace di tenere insieme il Partito Democratico e l’area riformista senza strappi. Ma anche qui nulla è ancora definito. E fino a quando il nome non sarà ufficializzato, il centrosinistra resta sospeso tra la necessità di chiudere e il rischio di allungare troppo i tempi.
In questo scenario ancora aperto, gli unici ad aver già messo nero su bianco la propria proposta sono i movimenti civici. Da una parte Luca Donadio, candidato della lista Civicamente, espressione di un civismo riformista di sinistra; dall’altra Leonardo Graziadio per Solidarietà e Partecipazione, area movimentista e ambientalista. Due candidature già in campo che osservano, non senza interesse, le difficoltà dei poli tradizionali.
Il dato, a meno di due mesi dal voto del 24 e 25 maggio, è tutto qui: Castrovillari è una città ancora senza candidati ufficiali nei due schieramenti principali. Una condizione che racconta di equilibri fragili, di leadership non ancora consolidate e di una partita che si giocherà, probabilmente, sul filo delle ultime ore utili.
Perché adesso il tempo è la variabile decisiva. E mai come in questa fase, tra ipotesi che saltano, nomi che emergono e tavoli che si rincorrono, la politica castrovillarese dà la sensazione di essere entrata nella sua fase più imprevedibile. Dove tutto può ancora succedere. Anche che il centrodestra, pur di trovare un candidato, finisca per guardare… a sinistra.