Alluvione Crati, Bonelli a Sibari incontra i sindaci: «Servono ristori e sicurezza»
Vertice nella delegazione comunale di Cassano Jonio con Iacobini, Stasi e altri sindaci nelle aree colpite dai cicloni Harry e Jolina. Preoccupazione per i bilanci comunali e per la tenuta degli argini
SIBARI (CASSANO JONIO) – Un confronto sui danni dell’alluvione e sulle prospettive di messa in sicurezza del territorio. Questa mattina, nella delegazione municipale di Sibari, il deputato Angelo Bonelli ha incontrato i sindaci delle aree colpite dalle recenti ondate di maltempo legate ai cicloni Harry e Jolina.
Al tavolo istituzionale hanno partecipato i primi cittadini di Cassano all’Ionio, Gianpaolo Iacobini, Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, Tarsia, Roberto Ameruso, e Santa Sofia d’Epiro, Daniele Sisca.
Al centro dell’incontro, al quale hanno partecipato anche i dirigenti regionali di SI-Verdi, Maria Pia Funaro, Giuseppe Campana ed Elisa Romano, le criticità emerse dopo l’esondazione del Crati e le difficoltà che i Comuni stanno affrontando nella gestione dell’emergenza, soprattutto sul piano economico.
«Ho incontrato sindaci che hanno subito danni rilevanti – ha dichiarato Bonelli – e che esprimono forte preoccupazione per il rischio di squilibri finanziari se non arriveranno ristori adeguati per le somme urgenze sostenute».
Un passaggio che evidenzia uno dei nodi principali della fase post-emergenziale: la capacità degli enti locali di reggere l’impatto delle spese necessarie per gli interventi immediati.
Nel corso del confronto è stato affrontato anche il tema della fragilità strutturale del territorio, con particolare riferimento alla sicurezza idraulica.
«In quest’area si sono registrate numerose esondazioni negli ultimi anni – ha aggiunto il deputato – e questo rende necessario un investimento più organico sulla prevenzione».
Tra le questioni sollevate, anche il ritardo nella mappatura geologica regionale, indicata come uno degli strumenti fondamentali per una corretta pianificazione degli interventi.
Il focus si è quindi spostato sulla necessità di programmare azioni di medio-lungo periodo: dalla manutenzione del reticolo idrografico alla messa in sicurezza degli argini, fino alla gestione complessiva del rischio idrogeologico.
Dal confronto con i sindaci è emersa una richiesta condivisa: accelerare sia sui ristori che sugli interventi strutturali, evitando che le emergenze si trasformino in condizioni permanenti.
Un passaggio istituzionale che si inserisce in un contesto ancora delicato per i territori della Sibaritide, dove gli effetti dell’alluvione restano evidenti e la priorità resta quella di garantire sicurezza e stabilità alle comunità locali.