Corigliano-Rossano, opposizione contro Stasi: «Il sito del Comune è diventato propaganda politica»
I consiglieri comunali di FI e del Movimento del Territorio e denunciano l’uso del portale istituzionale come strumento di comunicazione politica personale del sindaco, parlando di violazione dei principi di imparzialità e trasparenza dell’Ente
CORIGLIANO-ROSSANO – «Il neo-direttore vuole fare bella figura smembrando gli spoke. La sanità centralizzata come le disastrose Arrical e Consorzio unico? Sui Tis le pezze sono peggio del buco. Sull’Alta Velocità la tecnocrazia idiota sta vincendo sulla politica. Dal ponte del nulla ai finti scoop su incendi e depurazione. Non sono titoli di un blog militante, né di una pagina di partito. Sono alcune delle news che campeggiano a caratteri cubitali sulla home page del sito istituzionale del Comune di Corigliano-Rossano. Ecco il giornalino di Stasi; un volantino politico, una sequenza di slogan, attacchi e giudizi sommari che certificano una verità ormai evidente e inconfutabile: l’assenza totale di una comunicazione istituzionale degna di questo nome che per una grande città è anche garanzia massima di trasparenza».
È quanto evidenziano i consiglieri comunali di Opposizione dei gruppi del Movimento del Territorio, Pasqualina Straface, Marisa Caravetta e Giancarlo Bosco e di Forza Italia, Giuseppe Turano ed Elena Olivieri, denunciando «la deriva senza precedenti che ha trasformato gli strumenti di comunicazione ufficiali dell’Ente in un canale di propaganda politica personale, privo di contraddittorio e incompatibile con i principi di imparzialità e terzietà delle istituzioni. Un caso istituzionale unico in Calabria e probabilmente in Italia».
«Un portale istituzionale - affermano - dovrebbe informare, spiegare, rendere comprensibili le decisioni amministrative e - aggiungono i Consiglieri comunali - facilitare il rapporto tra cittadini e Comune. A Corigliano-Rossano, invece, il sito dell’Ente è stato progressivamente piegato a una narrazione di parte, aggressiva, ideologica, spesso costruita per colpire avversari politici o altri livelli istituzionali. Questa – affermano – non è comunicazione pubblica, ma propaganda. E farla utilizzando strumenti istituzionali significa svilire il ruolo del Comune e confondere volutamente i piani tra governo e militanza».
«Il sindaco – sottolineano – ha tutto il diritto di esprimere le proprie posizioni sulle sue pagine social personali. Ciò che è inaccettabile, però, è che quelle pagine abbiano di fatto sostituito e oscurato la comunicazione istituzionale, volutamente annichilita, ridotta a cassa di risonanza di contenuti già veicolati altrove. Insomma, un vero e proprio giornale di partito dove si scrive e si agisce secondo le direttive del Capo».
«Eppure - dicono - per un Comune di oltre 80 mila abitanti, la comunicazione istituzionale non dovrebbe essere un dettaglio, ma una funzione essenziale di trasparenza e democrazia. Qui, invece, è stata cancellata. Ogni notizia passa prima dalla narrazione personale del sindaco e solo successivamente, se conviene, approda sui canali ufficiali. E in questo Stasi ha confuso la responsabilità della delega elettorale con l'incarnazione del potere assoluto per il quale chi vince comanda su tutto. In democrazia non funziona così ed il primo principio è quello del rispetto istituzionale dei ruoli».
«In questi anni ci si è nascosti dietro il paravento dell’Albo pretorio on-line tentando di far passare come trasparente un sistema che, in realtà, rende invisibili le responsabilità politiche. Perché - rimarcano ancora i cinque consiglieri di minoranza - la trasparenza non è un archivio indiscriminato di atti ma la capacità di guidare il cittadino nella comprensione delle scelte. Qui, invece, si sommerge tutto per nascondere l’assenza di una visione di governo della Città. Risultato? Ci sono piccoli comuni che comunicano di più e meglio rispetto a Corigliano-Rossano».
«Insomma, il Comune non è e non può essere considerato una proprietà personale né una testata politica del Sindaco. È la casa di tutti ed è soprattutto il luogo in cui ogni cittadino, sia che abbia votato Stasi sia che non lo abbia fatto, debba trovare informazioni chiare, limpide, cristalline e soprattutto imparziali. Restituire dignità alla comunicazione istituzionale significa restituire rispetto alla città. Senza istituzioni credibili non esiste fiducia, e senza fiducia non esiste comunità».