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Crisi politica a Corigliano-Rossano, irrompe il PD: «Questa Amministrazione non è arrivata al capolinea»

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CORIGLIANO-ROSSANO - E se fosse la sinistra di sistema (partitica e parlamentare direbbe qualcuno) a venire in salvo all'Amministrazione Stasi? È una fantasia che aleggia da qualche settimana e che oggi si potrebbe (ma è un'ipotesi) concretizzare. È proprio il Partito democratico a fare la prima mossa con la più classica delle azioni: quella del bastone e della carota. Una nota del circolo democrat di Schiavonea, infatti, se da un lato bolla come «sconfortanti», «disarmanti» e persino «deprimenti» i motivi che hanno fatto scoppiare il bubbone della crisi politica all'interno della maggioranza Stasi; dall'altro precisano anche che questa amministrazione non sia arrivata affatto al capolinea auspicando «per il bene della Città», che la prossima giunta e la nuova, eventuale, maggioranza, «sia più omogenea e con le idee più chiare». Richiamandosi ad un principio che è un punto fermo della sinistra, sin dai suoi albori, quello della «autoconservazione».

A meno di fraintendimenti, l'appello sembrerebbe essere chiaro e rivolto anche a "considerare" tutte (nessuna esclusa) quelle aree che siedono nell'assise civica e che sono ispirate da un sentimento democratico. Si badi bene, il Partito democratico, quello da cui oggi arriva un appello accorato e costruttivo, in questo momento siede all'Opposizione. E a quanto pare anche abbastanza convintamente.

Ad ogni modo, però, prima di fantasticare (anche perché in questo momento tutto è possibile ma nulla che si sappia è in divenire) ci sono da risolvere un bel po' di cose. Su tutti, dare una credibilità vera all'azione di governo. Perché anche i motivi per cui è scaturita questa crisi politica a parere del Partito democratico sarebbero a dir poco risibili.

«Sollevare certe questioni da bar dello sport - scrivono dal circolo Pd di Schiavonea - al solo scopo di mirare alla pancia di taluni strati della popolazione, solo per raccattare qualche voticino in vista delle elezioni regionali, rende evidente la vacuità del centrodestra, ispiratore di questo tentativo di putsch, che poco ha a che vedere con il bene della Città e che altro non è che una delle tante boutade populiste e inconcludenti che ricalcano le modalità con le quali i leader della destra italiana cercano di ingannare gli elettori».

E poi alcune precisazioni, all'interno le quali sono racchiusi alcuni punti fermi dei democrat anche nel quadro di una possibile futura alleanza: «Avremmo capito se si fosse richiamata l’amministrazione comunale a un generale efficientamento dei servizi - scrivono ancora dal Pd - anche ricorrendo ad una complessiva redistribuzione del personale, dettato non da considerazioni geografiche, ma dalla volontà di migliorare i servizi e avvicinare la pubblica amministrazione ai cittadini». Oppure, ancora, «se si fosse richiesta con forza la celebrazione dei concorsi per richiamare energie fresche e necessarie per il funzionamento della macchina comunale»; se si fosse, contemporaneamente, richiesto «lo scioglimento di taluni nodi, quali quello della polizia municipale». «Avremmo ritenuto intrigante la richiesta di realizzazione di un Municipio in posizione baricentrica - precisano - che portasse tutti gli uffici e gli organi istituzionali della Città in un’unica sede, in modo da assegnare, finalmente, anche un luogo fisico e simbolico della fusione e dell’unità di tutto il territorio».

«Per quanto ci riguarda, non crediamo affatto che questa amministrazione sia arrivata al capolinea: perché il sindaco detiene, comunque, una maggioranza, perché gli organismi, di qualsiasi natura, tendono ad autoconservarsi e perché sarebbe davvero da irresponsabili far cadere un’amministrazione comunale per il mancato trasferimento di un paio di messi».

Ecco perché il Partito Democratico di Schiavonea, auspica «per il bene della Città», che la prossima giunta e la nuova, eventuale, maggioranza, «sia più omogenea e con le idee più chiare».

«Auspichiamo - aggiungono - che la riflessione avviata dal sindaco Flavio Stasi sia risolutiva, almeno per alcuni dei temi che nei mesi scorsi abbiamo rappresentato al sindaco stesso e ad alcuni assessori della, ormai, vecchia giunta comunale». E tra questi anche i grandi temi della Statale 106, del Porto e della Zes, dello Statuto comunale (che non si sa che fine abbia fatto), il Piano strutturale associato, il piano spiaggia e i servizi sociali... una summa di questioni che fino ad ora sono state solo lambite

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.