9 ore fa:U' San Giuvanni e quell'antico "patto" del comparaggio che nasce da... U' Pùpulu
2 ore fa:Rocca Imperiale nel Decennio francese, il Risorgimento e l’Unità d’Italia
4 ore fa:Accusati di spaccio di droga, sono stati assolti due giovani di Corigliano-Rossano
10 ore fa:8 ore e 35 minuti da Reggio Calabria a Sibari, in una regione che vuole fare turismo. Ma fate sul serio?
Ieri:La Calabria sotto i riflettori della Rai: domani la prima delle due puntate di “Linea Verde”
7 ore fa:Per il CoRo Family Fest arriva "Zampalesta, u cane tempesta"
3 ore fa:A Trebisacce nasce un emporio solidale per far fronte alla crisi e alla povertà
8 ore fa:Inizia la movida estiva a Co-Ro ma la strada di Fabrizio Piccolo è piena di immondizia
38 minuti fa:"Quella sera a Parigi" di Isabella Freccia è una storia d'amore che si divide tra passione e nostalgia
1 ora fa:Schiavonea, Polizia locale in azione: maxi sequestro di migliaia di bijoux

«Il Covid ha messo il Paese il ginocchio: siamo tutti pieni di psicofarmaci»

4 minuti di lettura

L'Italia è esplosa e sta bruciando tra le fiamme ma nessuno se ne sta accorgendo.

Gli ultimi due anni hanno trasformato, in peggio, la nazione.

Il Covid ha messo il Paese il ginocchio: migliaia di aziende, soprattutto quelle piccole, hanno chiuso per sempre, la quasi totalità degli italiani è rimasta chiusa a casa a corrente alternata cambiando definitivamente le proprie abitudini: non siamo più quelli di poco più di due anni addietro.

I nostri figli sono costretti a frequentare la scuola con la mascherina, si lavora quasi tutti in remoto, si frequentano poco i locali pubblici, si tende ad allontanarsi dai gruppi di persone come feste, manifestazioni, il supermercato persino.

Non ci si reca più a fare la spesa e non si va più a pranzare fuori: sono i riders a farci la spesa ed a portarci a casa la cena.

Il numero dei disoccupati cresce in maniera esponenziale, le famiglie rimangono chiuse in casa, vuoi per disposizioni governative ma soprattutto per mancanza di denaro.

Il covid coi suoi 150mila decessi, il crollo degli ospedali, la mancanza di medici mai corroborata da adeguati finanziamenti alla Sanità (anzi, il bilancio di quest'anno s'è abbassato nonostante l'epidemia), i medici diminuiscono in numero ma non si è aumentato il numero degli studenti universitari in Medicina.

Dall'altra parte due anni di trasmissioni televisive martellanti, 24 ore su 24, con una classe politica incapace di risolvere qualsiasi pur minimo problema, aiutata da una pletora di pseudo scienziati e sedicenti giornalisti hanno lobotomizzato 64 milioni di Italiani: non si pensa più, non si ragiona, ci si comporta istintivamente cercando di opporsi ai tanti problemi che tutti attanagliano.

Una nazione esplosa che ha creato la panacea di tutti i mali, il vaccino, cancellando ogni forma di opposizione culturale e politica. Il pensiero degli Italiani impazza tra infezioni, ricoveri, decessi ma su tutti impera il Pensiero Unico. Sapete qual è il vostro Male e sapete qual è la Cura che politici, scienziati e giornalisti vi regalano.

Una vita scandita impulsivamente tra pericoli e paure, occupata h24 da un'informazione che, come i monaci del Medioevo, ci ricorda "che dobbiamo morire".

Non investiamo più in progetti e sogni. Sappiamo, appunto, che dobbiamo morire.

In quest'Apocalisse arriva improvvisamente una crisi economica come poche nella nostra storia: bollette elettriche e del gas raddoppiate o anche triplicate raddoppiando, se non di più, i prezzi al dettaglio di qualsiasi prodotto, soprattutto quelli del settore alimentare.

Al supermercato siamo inondati da prezzi che ci aggrediscono e ci avvolgono facendoci dimenticare tutto in una nuvola di confusione. Compriamo in pochi mesi la metà di quello che compravamo lo scorso autunno.

Prezzi aumentati a causa di speculazioni che precedevano la guerra in Ucraina. Il covid ha lasciato lo spazio alla guerra. Gli scienziati, i giornalisti ed i politici si sono trasformati in imbonitori di alta geopolitica. Apprendiamo che dobbiamo ospitare 700mila ucraini e mantenerli a tempo indefinito con una notevole diaria quando i nostri anziani cercano cibo avariato tra i cassonetti dei supermercati.

Se non lavori allora poltrisci sul divano sicuro del reddito di cittadinanza, perdi la concezione dell'etica e della cultura del lavoro.

Poi, ogni secondo, ogni ora, ogni giorno, ogni settimana, dagli inizi di febbraio siamo colpiti da vibrazioni a frequenza unica: la guerra in Ucraina. Le sanzioni alla Russia colpiscono le nostre piccole aziende e l'economia del turismo, le speculazioni continuano a far aumentare i prezzi.

Su tutto pesa un cielo grigio, anzi, plumbeo, che sa di guerra mondiale e, probabilmente, guerra nucleare. Il pianeta quest'inverno non avrà più grano e cereali.

Ma il refrain è sempre lo stesso: assistenza militare all'Ucraina, ricerca solo di facciata della pace, entusiasmo per una guerra che porterà morte e distruzione.

Dal suo canto, la peggiore classe politica nazionale di tutti i tempi gioca al Piccolo Chimico senza badare alle istanze del Paese: le attenzioni sono rivolte solo al razzismo contro la cultura lgbt, alla violenza contro le donne, alla presenza minacciosa del Male assoluto quale il fascismo.

Una classe politica nazionale incapace di esprimere una condotta politica e di guidare la nazione, affidandosi da quasi un decennio a tecnici della finanza imposti dalla comunità mondiale delle banche e delle multinazionali.

Una classe politica nazionale che litiga senza riuscire ad esprimere neanche un Presidente della Repubblica. Con un controcanto peggiore: il mondo della politica internazionale con un Occidente in mano ai nani della politica come Biden e Macron ed alle ballerine dell'Europa Unita.

Europa Unita, già.

Ma qualcuno per caso ricorda i famigerati miliardi di euro del famosissimo Pnrr? Come dolcetto per i dolori della pandemia, per più di un anno, fino ai giorni della guerra, abbiamo parlato solo di quei denari. Ma che bello, ma come saremo bravi e ricchi, come li spenderemo, facciamo, dai, la lista della spesa e dei proponimenti.

Sono 220 i miliardi di euro che la Ue ci sta inviando, di cui 80 a fondo perduto e 140 a debito.

Poi, i soldi stanno arrivando, poi scoppia la guerra. Ma i soldi già qualcuno, non si sa chi, li sta già utilizzando. Per esempio per acquistare le armi da mandare in Ucraina. Già. Ma. Ripeto, qualcuno sa qualcosa?

Nulla, nessuno parla. C'è la guerra cui pensare.

Ma si tratta di 220 miliardi di euro. Dove stanno andando? La sensazione è che gli Italiani hanno altro a cui pensare senza sapere che siamo noi a doverli restituire.

Dobbiamo restituire, come dobbiamo restituire il debito pubblico più imponente dell'Occidente, cui si è aggiunta la sovraspesa dei debiti durante la pandemia e quelli della svalutazione che sta crescendo ai ritmi degli anni Settanta.

Ma nessuno di noi che ci pensa.

E nessuno dei politici che dica niente. Sapendo che a ottobre Draghi va via e certamente si voterà con una nuova legge elettorale che ridurrà fortemente il numero dei parlamentari e con un panorama parlamentare che vedrà la scomparsa dei 5stelle ed il conseguente capovolgimento dei numeri.

Centinaia di problemi saltano sulle nostre teste. Ci ottenebrano i pensieri. Ci creano patologie psichiatriche come mai nella storia del mondo. Basti chiedere ai farmacisti quali sono i prodotti più venduti, gli psicofarmaci, quelli anche più pubblicizzati in tv.

Mi taccio. Basta. Stavolta il banco salta. Per davvero.

Ma ricordiamoci che il Male è Putin.

Tonio De Pascali
Autore: Tonio De Pascali

è nato a Lecce dove, dopo la collaborazione con varie testate televisive regionali, ha lavorato nei quotidiani Nuovo Quotidiano di Puglia e Gazzetta del Mezzogiorno ed è stato tra i fondatori de L'Ora del Salento, il settimanale della Curia vescovile del capoluogo. Ha scritto guide turistiche di numerosi centri della Puglia. A Roma è stato componente dell'Ufficio Stampa della Regione Lazio e del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Attualmente lavora presso il mensile Il Borghese, a Roma, ed ha scritto la biografia ufficiale di Giorgio Almirante, "La mia vita con Giorgio - donna Assunta racconta" - Casa editrice Pagine. Con Filippo de Jorio ha scritto "L'albero delle mele marcie" (storia della Prima Repubblica) e "Identikit di un omicidio" (storia e misteri del rapimento Moro).. E' in preparazione un saggio sulla seconda guerra mondiale. Si interessa di politica, esoterismo, storia dei Normanni, classici latini