A Longobucco l'Alchimia del Compimento: il romanzo Halnebù e l’album Alchemist si incontrano sul palco
Una serata di musica, letteratura, danza e spiritualità. Pierfrancesco Madeo: «La parola si è fatta carne, e la carne è diventata suono, danza, Spirito e connessione universale»
LONGOBUCCO - A Longobucco è andata in scena quella che Pierfrancesco Madeo definisce la prima, vera “Alchimia del Compimento”: l’incontro dal vivo tra il romanzo Halnebù: Oltre il rito e l’album Alchemist, due opere presentate come parti complementari di un unico percorso artistico e spirituale.
Non una semplice presentazione letteraria e musicale, dunque, ma uno spettacolo nel quale parola, musica, danza e recitazione hanno cercato di fondersi in un’unica esperienza. «Ieri la parola si è fatta carne, e la carne è diventata suono, danza, Spirito e connessione universale», racconta Madeo al termine della serata.
L’evento ha coinvolto numerosi artisti, collaboratori e rappresentanti della comunità longobucchese, in un intreccio di linguaggi diversi. Un ruolo centrale è stato affidato alle voci di Francesca Flotta e Mena De Luca, che hanno interpretato i brani musicali, mentre Giovanna Ioele, coordinatrice e conduttrice della serata nonché insegnante di danza, ha curato le coreografie insieme alle allieve della The Art Dance: Maria Capalbo, Carolina Capalbo, Noemi Forciniti, Sara Pia Rodia, Giusy Pia Madeo, Angela Pia Forciniti, Chiara Felicetti e Giorgia Gulluscio.
Sul palco anche Bruno De Luca, protagonista delle letture di alcuni passaggi dell’opera letteraria multimediale.
Particolarmente significativo, per Madeo, è stato il coinvolgimento delle istituzioni e delle realtà associative del territorio. Un ringraziamento è stato rivolto al sindaco Giovanni Pirillo, al presidente della Pro Loco Francesco Franco e al presidente UILDM Pietro Madeo, presenti alla serata.
Al centro dell’appuntamento anche il percorso artistico e umano di Pierfrancesco Madeo, che ha ricevuto un riconoscimento da parte della comunità longobucchese. «Mi sono profondamente commosso – racconta –. Ringrazio di cuore la comunità longobucchese per il premio che mi ha donato, consacrando, dopo 25 anni di carriera e di cammino spirituale, il mio valore e l’importanza delle mie parole per i miei amati paesani».
Nel corso della serata è intervenuto anche il professor Pino Campana, che ha ricordato gli inizi artistici di Madeo alla scuola “Giuseppe Verdi” e si è soffermato sulla complessità della sua ricerca musicale.
Un altro momento di riflessione è stato affidato a don Umberto, chiamato ad affrontare alcuni dei temi spirituali centrali nell’opera di Madeo, dal concetto di “Io Sono” alla figura di Gesù e alla ricerca della dimensione divina dell’essere umano. Il confronto ha toccato anche il tema della cosiddetta “via stretta”, interpretata come un percorso di consapevolezza e di avvicinamento alla vita spirituale.
Sul rapporto tra spiritualità, consapevolezza e interiorità è intervenuta anche Antonietta Pirillo, psicologa e insegnante di yoga, che ha affrontato il tema del risveglio della dimensione interiore e del ricongiungimento alla propria sorgente spirituale.
Nel corso della serata è stato inoltre ricordato l’intervento di Marco Le Fosse, direttore de L’Eco dello Ionio, che ha sottolineato il valore dell’opera di Madeo come strumento capace di affrontare il tema del cosiddetto “silenzio bianco”, ovvero quella condizione nella quale l’individuo rischia di sentirsi invisibile e privo di valore.
Fondamentale, infine, il lavoro dietro le quinte. Giovanni Rodia, Serafino Stasi e gli altri tecnici hanno curato audio, video e illuminazione, affrontando difficoltà tecniche per garantire la resa dello spettacolo e valorizzare le esecuzioni dal vivo.
A conclusione della serata, Madeo ha voluto rivolgere il proprio ringraziamento alla comunità di Longobucco, agli amici e ai familiari e a tutte le persone che hanno scelto di partecipare.
«Avete scelto di meditare e pregare in musica – ha concluso – attirando sulla nostra piazza una Luce potentissima, di quelle che si manifestano solo in rari luoghi di questo pianeta».
Una serata, dunque, che ha cercato di mettere insieme arte e spiritualità, musica e parola, tradizione e ricerca personale, trasformando per qualche ora la piazza di Longobucco in uno spazio di incontro e condivisione.