Racket delle “guardianìe” a Corigliano-Rossano, 17 estorsioni contestate: ecco le misure
Quattro custodie in carcere e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Secondo l’ipotesi della Dda di Catanzaro, il gruppo familiare avrebbe esercitato pressioni su imprenditori agricoli e commerciali del territorio
CORIGLIANO-ROSSANO – Un duro colpo alla criminalità organizzata locale è stato inferto nella mattinata odierna dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano, guidati dal neo comandante il Tenente Colonnello Emanuele Meleleo. I militari dell'Arma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), diretta da Salvatore Curcio, nei confronti di cinque esponenti di un gruppo familiare criminale attivo sul territorio ionico.
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Il quadro accusatorio e le accuse di racket
Al centro delle indagini vi è la famiglia Arturi di contrada Apollinara. I componenti del gruppo sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di ben 17 episodi di estorsione aggravata dal metodo mafioso, tra casi consumati e tentati.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la presunta attività estorsiva risale al 2023 ed era mirata a colpire in maniera sistematica il tessuto economico locale. Nel mirino del gruppo sono finiti diversi imprenditori agricoli e commerciali della zona, costretti a sottostare alle richieste del sodalizio nell'ambito del fenomeno delle cosiddette "guardianìe".
Il provvedimento emesso dal giudice per le indagini preliminari prevede quattro custodie cautelari in carcere e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Nello specifico, le misure restrittive hanno riguardato: Giovanni Arturi, 47 anni, figura già nota alle forze dell'ordine e peraltro già detenuto in carcere per altri reati; Pasquale Arturi, 45 anni, fratello di Giovanni; Bruno Arturi, 24 anni, figlio di Giovanni; la compagna di Giovanni Arturi, anch'essa raggiunta da ordinanza di custodia cautelare in carcere; una seconda giovane donna, nei cui confronti è stata disposta la misura dell'obbligo di firma.
Tutti e cinque gli indagati sono assistiti dal legali di fiducia, l'avvocato Antonio Pucci. L’operazione della DDA catanzarese rappresenta un importante passo nel contrasto alla pressione estorsiva exercised dal crimine organizzato a tutela delle attività produttive di Corigliano-Rossano.