Carcere di Rossano oltre il limite: 334 detenuti, 129 agenti e 23 aggressioni gravi
Il sopralluogo della UIL nella Casa di Reclusione fotografa una situazione pesantissima: 71 detenuti oltre la capienza e 119 agenti in meno rispetto al fabbisogno. De Fazio: «Sicurezza e condizioni di lavoro oltre ogni limite»
CORIGLIANO-ROSSANO – Dentro ci sono 334 detenuti, ma i posti sono 263. A sorvegliarli, garantire la sicurezza e mandare avanti ogni giorno la Casa di Reclusione di Rossano ci sono 129 agenti di Polizia penitenziaria. E nei primi otto mesi dell’anno le aggressioni più gravi al personale, secondo la UIL, sono state 23.
Sono numeri che da soli raccontano quanto sia diventata pesante la situazione nel carcere rossanese. A metterli nero su bianco è Gennarino De Fazio, responsabile della UIL FP Polizia Penitenziaria, dopo il sopralluogo effettuato questa mattina insieme al segretario generale della UIL Funzione Pubblica Calabria Walter Bloise, al segretario regionale UIL FP Polizia Penitenziaria Salvatore Paradiso e ad altri dirigenti territoriali del sindacato. «L’eloquenza dei numeri non necessita di particolari illustrazioni», afferma De Fazio.
La capienza dell’istituto è di 263 posti, mentre le presenze sono arrivate a 334, con un tasso di affollamento del 127%. Ma a preoccupare il sindacato è soprattutto il personale. Gli agenti effettivamente in servizio sono 129 e, secondo quanto riferisce la UIL sulla base del fabbisogno indicato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ne servirebbero almeno 248.
Significa, sostiene De Fazio, lavorare quotidianamente con un carico che finisce inevitabilmente per pesare «sui livelli di sicurezza, sulle condizioni di detenzione e sulla qualità dei servizi», ma anche su ferie e riposi degli stessi agenti.
Dentro questa situazione c’è poi un problema che a Rossano viene denunciato da mesi: la gestione dei detenuti con patologie mentali. Secondo la UIL, la difficoltà di garantire un’assistenza adeguata finisce non di rado per tradursi in tensioni, disordini e aggressioni. Nei primi otto mesi del 2026 il sindacato conta 23 episodi particolarmente gravi ai danni della Polizia penitenziaria.
È un’emergenza già emersa nei mesi scorsi, quando altre sigle sindacali avevano denunciato proprio il peso del sovraffollamento e le difficoltà nella gestione dei detenuti con problematiche psichiatriche.
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La UIL evidenzia anche un’altra fragilità: né il direttore né il comandante della Polizia penitenziaria risultano assegnati stabilmente all’istituto, pur riconoscendo «le indiscusse capacità e l’encomiabile impegno» dei dirigenti attualmente impiegati in missione. Restano inoltre criticità strutturali. Il sindacato segnala ancora infiltrazioni di acqua piovana, in particolare nella caserma degli agenti, e alloggi che necessiterebbero di manutenzione urgente.
Una nota positiva arriva invece dall’impegno assunto dalla direzione a liquidare i servizi di missione arretrati da cinque mesi.
Per De Fazio la risposta non può essere affidata a singoli interventi. Servono, sostiene la UIL, meno sovraffollamento, più agenti, assistenza sanitaria adeguata, manutenzione delle strutture e una guida stabile dell’istituto. A Rossano, però, il punto di partenza resta brutalmente semplice: 71 detenuti oltre i posti disponibili e 129 agenti chiamati ogni giorno a tenere in piedi una struttura sempre più sotto pressione.
Dietro quelle percentuali ci sono celle, turni, tensioni, persone detenute e persone che in carcere lavorano. Ed è per questo che, ormai, parlare di emergenza non appare più un’esagerazione.