Pollicino book fest accende la città del Pollino: a Castrovillari torna il festival che sfida la paura
Dal 20 al 23 aprile autori, spettacoli e laboratori per tutte le età. Tema 2026: “Senza paura!”. Sabato la presentazione ufficiale
CASTROVILLARI – Torna il Pollicino Book Fest e quest’anno punta dritto al cuore: la paura. Non per evitarla, ma per attraversarla. E trasformarla in racconto, scoperta, crescita.
Dal 20 al 23 aprile la città si prepara ad accogliere la terza edizione del festival che, in poco tempo, si è ritagliato uno spazio preciso nel panorama culturale del territorio. Un evento pensato per tutte le età, ma che parla soprattutto a chi ha ancora voglia di immaginare.
Il primo passo sarà sabato 11 aprile, alle 18, nella sala consiliare del Palazzo di Città, dove verrà svelato il programma completo. Un momento pubblico, aperto alla stampa e ai cittadini, che segna l’ingresso ufficiale nel clima del festival.
Il filo conduttore scelto per questa edizione è diretto, quasi provocatorio: “Senza paura!”. Ma non è uno slogan. È un invito. A guardare dentro le storie, dentro le fiabe, dentro le esperienze di crescita.
Perché la paura – spiegano gli organizzatori – è uno degli elementi più profondi della narrazione. È ciò che mette in movimento i personaggi, ma anche le persone. È il punto da cui si parte per cambiare.
E non riguarda solo la letteratura. Attraversa anche la scienza, la conoscenza, la ricerca. Ogni scoperta, in fondo, nasce dal coraggio di superare un limite.
Il Pollicino Book Fest non è una semplice rassegna. È un contenitore che mescola linguaggi. Incontri con autori, spettacoli, laboratori, momenti dedicati all’infanzia ma anche agli adulti: il programma, che sarà presentato nel dettaglio, promette di trasformare Castrovillari in uno spazio diffuso di lettura e immaginazione.
E a raccontarlo saranno, tra gli altri, la direttrice artistica Alessandra Stabile, il sindaco Domenico Lo Polito e una rete di amministratori e realtà territoriali coinvolte. Il nome non è casuale. Pollicino, la fiaba da cui tutto nasce, è il simbolo di un percorso fatto di tracce, di orientamento, di ricerca.
E non è solo un richiamo narrativo. È anche un legame con il territorio del Pollino, che diventa parte integrante dell’identità del festival. Un gioco di rimandi tra storie e luoghi, tra immaginazione e realtà.
In un tempo in cui tutto corre veloce, il Pollicino Book Fest prova a fare l’opposto: fermarsi, ascoltare, leggere. E soprattutto creare comunità. Perché dietro ogni incontro, ogni laboratorio, ogni pagina, c’è un’idea semplice ma potente: che la cultura non sia un evento da consumare, ma un’esperienza da vivere. E quest’anno, più che mai, senza paura.