"Le radici di Calopezzati" in onda nella storica trasmissione GEO di RAI 3. Ecco quando
Il nuovo documentario di Caterina e Domenico Iannelli, prodotto da Lastcam Produzioni darà spazio al piccolo borgo e alle sue peculiarità: dal Castello Feudale al Convento dei Riformati; dall'azienda tessile Bossio ai pescatori al "ranu rattatu"
CALOPEZZATI - Giovedì 22, all'interno della storica trasmissione GEO RAI 3, andrà in onda il documentario "Le radici di Calopezzati", diretto da Caterina e Domenico Iannelli e prodotto da Lastcam Produzioni, realtà calabrese profondamente legata al proprio territorio.
La Lastcam Produzioni ha sede a Bocchigliero, nel cuore della Sila Greca. Da questo luogo simbolico nasce un lavoro costante di racconto e di tutela del patrimonio materiale e immateriale calabrese, con uno sguardo attento alle eccellenze, ai giovani, alle comunità locali e a tutto ciò che di bello e autentico la Calabria esprime. Nel corso degli anni, Lastcam Produzioni ha realizzato oltre 40 documentari esclusivamente sul territorio calabrese, costruendo una narrazione sempre positiva, lontana da stereotipi, capace di restituire dignità, orgoglio e valore a tradizioni, mestieri, paesaggi e persone. Un impegno riconosciuto anche a livello istituzionale: l'Archivio Lastcam è stato dichiarato dal Ministero della Cultura "bene di interesse particolarmente importante", entrando a far parte del patrimonio culturale nazionale. All'interno dell'archivio è custodita la pellicola più antica della Calabria, un film in 35mm su nitrato di cellulosa del 1927, intitolato "L'estate silana", insieme a numerosi film di famiglia, pellicole in 8mm, super8, 9,5mm,16mm, ecc.. che rappresentano una memoria visiva unica della regione Calabria e dell'Italia.
Ma ecco cosa sarà raccontato: Calopezzati, piccolo borgo affacciato sul Mar Jonio, è un luogo dove il passato dialoga con il presente. Qui l'arte tessile trova la sua massima espressione nell'azienda di Enzo, custode della lavorazione della ginestra su antichi telai in legno, un sapere prezioso che dà vita a manufatti unici. Accanto a questa eccellenza artigianale, le tradizioni locali continuano a vivere: dalla pesca al grano grattato, piatto simbolo della cultura contadina.
Affacciato sulla costa jonica, Calopezzati è un borgo ricco di storia e tradizioni. Il Castello Feudale e il Convento dei Riformati raccontano secoli di vita, dominazioni e leggende. Il Convento dei Riformati, restaurato con passione e visione, ospita oggi un progetto che promuove l'autenticità del territorio attraverso esperienze culturali e naturali. Un viaggio che racconta la storia, la cultura e la bellezza di una Calabria autentica, intrisa di memoria. Tra le vie del centro storico, la quotidianità conserva ancora il ritmo delle antiche usanze contadine e marinare.
Dalle colline di uliveti alle acque limpide del Mar Ionio, emerge una Calabria autentica, profondamente legata alla terra, ai suoi prodotti, all'arte tessile e a una gastronomia che è racconto di identità.
Il progetto "Convento dei Riformati" nasce dal sogno di Gerardo, uomo di scienza, arte e cultura, calabrese di Calopezzati. Negli anni '80 riportò alla luce l'ex convento del '600, con un restauro durato quasi 13 anni. Dopo la sua scomparsa, la figlia Giorgia, insieme alla madre Gianna, alle sorelle e a un gruppo di persone unite dalla stessa visione, decide di dare continuità a quel sogno, trasformando il Convento in una struttura ricettiva e culturale capace di attrarre turismo italiano ed estero. Oggi il Convento è un luogo vivo, al centro di esperienze che spaziano dagli yoga retreat ai corsi di pasta fresca, dalle erbe spontanee autoctone alla musica delle piante, fino al ricamo e alle attività culturali legate al territorio.
L'azienda tessile di Enzo, nata nel 1966 a Bocchigliero e trasferita a Calopezzati negli anni '70, custodisce una delle più antiche espressioni dell'arte tessile calabrese. Nei laboratori si lavora ancora su telai in legno del XIX secolo, utilizzando filati naturali come ginestra, lino e lana, con tinture vegetali.
Il documentario racconta l'intero processo della lavorazione della ginestra, dalla pianta alla tessitura finale, restituendo la bellezza di un sapere artigiano che continua a tramandare storia, cultura e identità.
Il documentario segue Antonio, l'ultimo pescatore rimasto, testimone di un mestiere che rischia di scomparire.
Attraverso il suo racconto emerge non solo la bellezza e la fatica della pesca tradizionale, ma anche l'impatto sempre più evidente del cambiamento climatico: l'alterazione degli equilibri marini e l'arrivo di nuove specie considerate quasi "aliene", come il verme cane, stanno trasformando profondamente questo settore e mettendo in crisi saperi tramandati da generazioni.
Poi troverà spazio anche "U ranu rattatu". Il grano grattato, o ranu rattatu, è uno dei simboli più forti della cultura contadina di Calopezzati. Una tradizione gastronomica che unisce la comunità attorno a un rito fatto di grani locali, lavorazioni antiche e sapori autentici, espressione di una terra che continua a raccontarsi attraverso il cibo.