14 ore fa:La Palinuro davanti a Trebisacce per il centenario di San Rocco
Ieri:Acqua agli agricoltori, il Consorzio rompe il silenzio: «Due pompe ko». Ora arrivano lavori e nuova pompa
Ieri:Castrovillari, bagni pubblici nel mirino dei vandali. Civicamente: «Così non si può andare avanti»
Ieri:Castrovillari, Comune e Fondazione antiusura insieme: un argine a debiti e fragilità economiche
14 ore fa:Poste, per Castrovillari il dado è tratto: dal 1° ottobre sparisce la Direzione di Filiale
6 ore fa:Cantinella, incendio devasta tetto e impianto fotovoltaico: bruciati quasi 70 pannelli
Ieri:TaranTarsia diventa maggiorenne e invade il borgo: tre giorni tra radici, diritti e musiche dal mondo
16 ore fa:Emodinamica, Stasi torna all’attacco: «Prima era “Sì”, ora è “No”. L’itinerante non cancella lo scippo»
15 ore fa:Tragedia a Vibo Marina, muore Domenico Campana: il 30enne era di Mirto Crosia
Ieri:Morti sul lavoro, l’allarme UIL: «In Calabria più di una vittima ogni 15 giorni. E la prevenzione resta ferma»

Maxi frode sui fondi pubblici, sequestri per 30 milioni ad un'azienda della Sibaritide | VIDEO

1 minuti di lettura

COSENZA – Un danno erariale da oltre 30 milioni di euro e un sistema costruito, secondo gli inquirenti, per ottenere indebitamente finanziamenti pubblici. È questo lo scenario emerso dall’operazione condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Cosenza, su delega della Procura regionale della Corte dei Conti per la Calabria.

Il provvedimento eseguito è un decreto di sequestro conservativo che ha colpito sette immobili e altrettante porzioni di terreni riconducibili a una società impegnata nella gestione di un complesso turistico nel territorio cosentino. Contestualmente, sei persone ritenute coinvolte nella vicenda, insieme all’impresa, hanno ricevuto gli inviti a dedurre, atto preliminare che consente di presentare memorie difensive prima dell’eventuale giudizio contabile.

Le indagini, affidate ai militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Sibari e coordinate dal procuratore regionale facente funzioni Giovanni Di Pietro, hanno ricostruito un articolato meccanismo economico-finanziario. Al centro, un presunto aumento di capitale sociale ritenuto fittizio, utilizzato – secondo l’accusa – per accedere a finanziamenti pubblici gestiti all’epoca dal Ministero dello Sviluppo Economico e materialmente erogati da Invitalia, società controllata dal Ministero dell’Economia.

Le risorse ottenute sarebbero poi state impiegate, almeno in parte, per la realizzazione di un polo turistico multifunzionale, completo di centro benessere e sala congressi. Tuttavia, secondo gli accertamenti, il presupposto per ottenere quei fondi – cioè il rafforzamento patrimoniale della società – sarebbe stato solo apparente.

Proprio da questa ricostruzione nasce la contestazione di danno erariale, quantificato in oltre 30 milioni di euro, somma ritenuta indebitamente percepita e sottratta alla destinazione pubblica originaria.

Sulla base degli elementi raccolti, la Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Calabria ha accolto la richiesta della Procura disponendo il sequestro conservativo dei beni, misura finalizzata a garantire il recupero delle somme in caso di accertata responsabilità.

L’inchiesta entra ora in una fase cruciale: quella in cui verranno valutate le posizioni individuali e le eventuali responsabilità contabili dei soggetti coinvolti.

L’operazione conferma, ancora una volta, il ruolo centrale della Guardia di Finanza nel contrasto agli illeciti legati alla spesa pubblica, un ambito particolarmente sensibile in territori dove le risorse per lo sviluppo rappresentano una leva fondamentale. Perché ogni euro sottratto illegalmente ai finanziamenti pubblici non è solo un reato, ma un freno diretto alla crescita economica e sociale.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.