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Coronavirus, Simone è guarito e può tornare a casa. A Cosenza 15 giorni di ricovero insieme al padre

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Simone, giovane consigliere comunale di Santo Stefano di Rogliano, è tornato dal suo personalissimo inferno, condiviso all'ospedale di Cosenza insieme al padre

In questi giorni di sovraesposizione mediatica e di prigionie casalinghe trascorsi con gli occhi incollati agli schermi di televisioni, smartphone e pc, abbiamo ormai imparato a conoscerlo: il Coronavirus è un nemico subdolo, vuoi per il suo alto tasso di contagiosità o per il suo essere relativamente nuovo e sconosciuto al mondo scientifico. Ma tant'è, affrontarlo efficacemente è una battaglia senza confini. Ma c'è chi può dire di avercela davvero fatta: è tornato dal suo personalissimo inferno. Come Simone, giovane consigliere comunale di Santo Stefano di Rogliano che - dopo 15 giorni di ricovero all'Annunziata di Cosenza con il suo stesso padre come compagno di letto - ieri 29 marzo è tornato a casa, da sua moglie e dalla sua bambina di un anno. Simone è il primo caso positivo al Coronavirus registrato a Santo Stefano ma anche il secondo paziente ad essere dimesso dall'Annunziata dove ha trascorso due settimane fianco a fianco con il padre, con cui ha condiviso la lotta al virus da Wuhan. «Abbiamo passato quindici notti insieme, è stata una cosa che ci ha spiazzato, ma oltre alle cure mediche sono sicuro di essere guarito anche perché insieme abbiamo combattuto aiutati dalla forza dell’amore familiare. Spero che anche gli esiti del suo tampone possano dare presto dei risultati negativi. Se ci ripenso, tutto questo mi emoziona. Gli sono stato sempre vicino, ero la sua spalla quando doveva andare in bagno lo aiutavo a mangiare.
IL VERO SACRIFICIO E' COMBATTERE QUESTO VIRUS CHE E' UN VERO E PROPRIO INCUBO
Non ho idea di come mi possa essere ammalato. Dal 6 marzo ho iniziato ad avere la febbre, ho subito pensato fosse una normale influenza, ma mi sbagliavo. Dopo nove giorni ho iniziato ad avere forti dolori toracici, poi la febbre e la corsa in ospedale. Già dalla tac si erano accorti della polmonite, lo stesso è accaduto a mio padre. Hanno iniziato a curarci finché domenica poi non mi hanno detto che ero pronto per essere dimesso. Appena è circolata la notizia del virus, considerati i miei sintomi abbiamo deciso di adottare uno stile di vita drastico – spiega -. L’intera famiglia ha seguito tutti i protocolli. Usavamo mascherine, guanti e quant’altro. Così ha fatto mia moglie le poche volte che è uscita a fare la spesa. Combattere il covid-19 è stato tremendo, per questo mi sento di dire a tutti che rimanere a casa non deve neanche essere percepito come un sacrificio perché il vero sacrificio è combattere questo virus che è un vero e proprio incubo. Ho solo una paura tremenda di una ricaduta, ma spero che non succeda. Oltre a questo penso a mio padre, a quando tornerà e a quando potrò festeggiare insieme a lui il superamento di questi giorni tremendi». Fonte: Corriere della Calabria (https://www.corrieredellacalabria.it/regione/cosenza/item/233213-coronavirus-simone-torna-a-casa-la-mia-lotta-in-ospedale-di-fianco-a-mio-padre/)
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.