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Corigliano, elezioni condizionate dall’antimafia

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Il fermento cresce, ma nell’incertezza. Le elezioni a Corigliano non sono certo alle porte, né vi è garanzia del futuro. Giugno 2018 è la scadenza naturale, ma sul Garopoli pende la spada di Damocle dell’antimafia, pertanto ogni data ora è difettosa di variabili. Nonostante ciò l’effetto urna inizia a sentirsi, e i motori carburano. Unica candidatura ufficiale, annunciata in largo anticipo è quella di Aldo Algieri espressione di una vasta area civica al cui interno convivono soggetti di varia estrazione politica. Il trasversalismo d’altronde non è una novità in Italia, né si può accusare Algieri di questo se gli esempi che giungono dall’alto sono quelli che si conoscono. Gli ideali ormai sembrano essere finiti in soffitta anche se c’è desiderio di ricostituire partiti alle estremità, ma c’è anche voglia di centro. Un ritorno ideali? Ma è duro supporlo. Ma quand’anche fosse, anche gli “ideali”, così come le famose liste civiche talvolta sono usati come strumenti per ingannare l’elettorato. Che senso ha cambiare le sigle se gli uomini sono sempre gli stessi? Il sindaco uscente Giuseppe Geraci, già Msi, An, Pdl, si ripresentato agli elettori nella trascorsa campagna elettorale con liste civiche allo scopo di dimostrare che si era contro una certa partitocrazia. Nel bene o nel male sempre Giuseppe Geraci è rimasto, con i suoi pregi e con i suoi difetti. Il messaggio che necessitava trasmettere all’esterno era però l’idea del cambiamento al di fuori dei partiti. E l’urna alla fine gli ha dato ragione. Corigliano si distingue, durante le campagne elettorali, per l’eccesso di partecipazione tra candidati a sindaco e a consigliere comunale. Il segnale democraticamente è ottimo, il dramma lo si scopre nella quotidianità, dove la partecipazione attiva alle problematiche della città quasi si annulla. Nel frattempo, seppur timidamente si moltiplicano gli incontri.
CORIGLIANO, MOLTE DECISIONI CONGELATE IN ATTESA DELL'EVOLUZIONE PREFETTIZIA
Il peso dell’antimafia incide come un macigno. Molte decisioni sono congelate in attesa dell’evoluzione prefettizia, ed eventualmente della direzione distrattuale antimafia. Il sindaco Geraci si dice convinto dell’estraneità dell’amministrazione in carica e della burocrazia. In molti, tuttavia, sostengono tesi contrarie, ossia di un concreti punti di contatto tra crimine organizzato e pubblica amministrazione. E qualche sospetto spunto proprio nel settore dei lavori pubblici. Se il consiglio comunale di Corigliano dovesse essere drammaticamente sciolto nuovamente per mafia, ci saranno o no responsabilità politiche?  Seppure non compaiano sul piano formale o giudiziario, politicamente forse si. “Non poteva non sapere” direbbe l’ex pubblico ministero Antonio Di Pietro. E’ quanto emerge da una serie di movimenti civici pronti a scendere in campo. Un’accusa che sembra travolgere politicamente anche l’ex parlamentare Giovanni Dima, che ha sostenuto sia l’amministrazione Straface, sia l’amministrazione in carica. La partita è dura da giocare. Gli 007 prefettizi sono a lavoro e potrebbero rimanervi per lungo tempo. A loro il compito di accertare eventuali contiguità con il crimine. Altra figura politicamente compromessa, non perché coinvolta, è il giovane Giuseppe Turano, avvocato professionista, designato successore naturale del sindaco uscente. Sarà difficile in sede di contrattazione riuscire a far metabolizzare determinate candidature se provenienti da esperienze amministrative conclusesi con lo scioglimento anticipato per mafia. Intanto nel centrosinistra pare vi sia una forte interlocuzione tra il presidente della Regione Mario Oliverio e il giovane imprenditore Claudio Malavolta, pronto anch’egli a scendere in campo. Fonte: La Provincia di Cosenza
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.