12 minuti fa:Busitalia Rail Service, polemica sui tagli ai collegamenti in Calabria: Baldino (M5S) deposita un'interrogazione
4 ore fa:Crosia Mirto accende l’estate: due giorni di festa sul lungomare
3 ore fa:Bocchigliero, 700mila euro spesi e l’opera è già nel degrado: l’affondo de La Svolta
2 ore fa:Corigliano-Rossano, torna il Festival della Pizza e dello Street Food in piazza Le Fosse
1 ora fa:“Aeroplani di carta”, nel cortile del Codex la poesia di Umberto Romano diventa messaggio di pace
4 ore fa:Corigliano Volley riparte da Simeon: confermato il tecnico per una stagione ambiziosa
42 minuti fa:«De Gaio non risponde sul confronto in TV e si nasconde dietro la squadra. Castrovillari merita coraggio»
1 ora fa:Ancora blackout elettrici a Rossano. L'ultimo stamani: cresce la rabbia dei residenti
3 ore fa:Lavoro nero tra lidi e cantieri, blitz dell’Ispettorato: 12 aziende sospese nel Cosentino
2 ore fa:«Nessuna vittima deve tollerare nulla»: la violenza che non si vede si ferma solo rompendo il silenzio

Cariati, quei primi segni delle trivellazioni

1 minuti di lettura
A proposito delle trivellazioni che interessano il mare Jonio, è bene andare con la memoria al passato, al 1964, quando in località Fossa dell’Alba di Cariati Marina presero fuoco le torri dei pozzi di metano lì ubicati. Per settimane le notti furono rischiarate dalla luce di quelle fiamme, visibili a decine di chilometri di distanza. Si gridò al miracolo, alla fine della miseria e dell’emigrazione, che nel comune di Cariati era nel periodo più florido e superava in percentuale, di gran lunga, quella di altre parti del Sud. Iniziarono dopo pochi anni, da parte del Comune, contatti per le contropartite da chiedere alla Montedison, società concessionaria. Dopo lunghe trattative, che erano partite con la richiesta di una piccola fabbrica in loco, per alleviare la disoccupazione si concordò per settecento milioni delle vecchie lire, da servire per la costruzione di un’opera pubblica, l’attuale centro culturale polivalente, conosciuto col nome di Cinema-Teatro. La ricchezza non arrivò e neanche l’attività estrattiva, per quello che se ne sa, è ad oggi operante, dal momento che i pozzi sono disattivati. Ora, in località Fossa dell’Alba, a qualche metro dalla battigia, c’è un’area recintata, circondata da erbacce e cespugli, al centro della quale si individuano i pozzi abbandonati. Quell’attività era stata preceduta da una intensa esplorazione dei fondali marini e a questa seguiva la cooperazione di tante imbarcazioni a motore per lo stendimento di chilometri di cavi, trovando così un’alternativa all’emigrazione. Da allora, secondo alcuni e proprio a causa di quell’attività è iniziato il depauperamento della flora e della fauna ittica, proseguito poi in altri modi. Cinquanta anni fa la sensibilità e la coscienza ambientalista erano di là da venire, mentre oggi è diverso contribuendo, sicuramente, ad una migliore qualità della vita creando talvolta ostacoli allo sviluppo, quando diventano strumenti ideologici o bandierine da sventolare ad ogni piè sospinto. È sicuramente interessante che tutte le amministrazioni comunali dello Jonio interregionale, calabrese, lucano e pugliese parlino con una voce sola su questa problematica, ma è opportuno che si sensibilizzi maggiormente la coscienza delle popolazioni di quelle regioni, perché la salvaguardia ambientalista, in questo caso, coincide perfettamente con le motivazioni economiche dello sviluppo nel settore della pesca, dell’agricoltura e del turismo, che rimangono sempre insostituibili e vanno ancor di più potenziati e sviluppati. Senza dimenticare che la zona interessata alle trivellazioni è tra quelle sismicamente sensibili, che sicuramente aumentano la loro pericolosità quando e se i fondali marini vengono sconvolti dalla perforazione incontrollata di pozzi per attività estrattiva.
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.